<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592</id><updated>2011-07-31T03:08:17.203-07:00</updated><category term='multiculturalismo'/><category term='scuola pubblica'/><category term='Khameini'/><category term='pera'/><category term='islam'/><category term='fini'/><category term='Pio XII'/><category term='Tremonti'/><category term='stato e chiesa'/><category term='Dico'/><category term='democrazia'/><category term='svizzera'/><category term='Binetti'/><category term='sharia'/><category term='crocefisso'/><category term='minareti'/><category term='assolutismo'/><category term='Usa'/><category term='vaticano'/><category term='laicismo'/><category term='ratzinger'/><category term='chiesa e stato'/><category term='preti pedofili'/><category term='laicità'/><category term='Santo sepolcro'/><category term='processo breve'/><category term='lega'/><category term='lacità. laicismo'/><category term='Pedofilia'/><category term='Pacs'/><category term='gelmini'/><category term='alfano'/><category term='Obama'/><category term='berlusconi'/><category term='Vescovi statunitensi'/><category term='giustizia'/><category term='crocifisso'/><category term='don Cantini'/><category term='religione e politica'/><category term='scuola privata'/><title type='text'>IL LAICO IMPERTINENTE</title><subtitle type='html'>Il blog di Michele Martelli</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://michelemartelli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-5948320969644247380</id><published>2010-02-03T05:07:00.000-08:00</published><updated>2010-02-03T05:17:27.788-08:00</updated><title type='text'>Come sopprimere una democrazia</title><content type='html'>&lt;a href="http://nothing2d.files.wordpress.com/2009/03/berlusconi_napoleone.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 349px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://nothing2d.files.wordpress.com/2009/03/berlusconi_napoleone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;div&gt;La storia maestra della vita? Certo, perché privi dello sguardo sul passato, dell’insegnamento che da esso ci proviene, saremmo come il famoso smemorato di Collegno. Non sapremmo chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Dovremmo imparare, inventare tutto ex novo. Rifacendo gli errori già fatti. Che lo studio del passato ci può aiutare ad evitare. Meglio orientandoci sull’oggi.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Come sopprimere una democrazia nell’Europa moderna? Non sempre c’è bisogno del colpo di Stato cruento (come quello del generale Pinochet, poi beniamino di papa Wojtyla, nel Cile di Allende del 1973). Che può anche non esserci, o essere l’atto finale di un processo lento, soft, impercettibile, di trasformazioni istituzionali che creano insensibilità, torpore, assuefazione, abitudine nell’opinione pubblica. Ce lo insegna il ciclo della Rivoluzione francese, chiuso dalla nuova Costituzione del 1799 (Anno VIII). Che non sancisce ancora la dittatura di &lt;strong&gt;Napoleone Bonaparte&lt;/strong&gt;, ma due punti fondamentali di riforma costituzionale che le sbarrano definitivamente le porte.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;1) La subordinazione del parlamento al governo&lt;/strong&gt;. L’Assemblea legislativa, recitava il testo del 1799, viene divisa in tre organi: il Consiglio di Stato, che prepara le leggi senza discuterle e approvarle, il Tribunato, che le discute senza approvarle, e il Corpo Legislativo, che le approva senza discuterle; inoltre, vi si leggeva, i membri sono eletti dal popolo, ma scelti e nominati da un triumvirato di tre consoli, Primo Console Napoleone Bonaparte, che detiene il potere esecutivo (art. 39). Dunque, un’Assemblea legislativa svilita, resa totalmente impotente a legiferare, e totalmente dipendente, nella sua elezione e composizione interna, dalla volontà del governo e di Napoleone.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;2) La sottomissione della magistratura al potere esecutivo&lt;/strong&gt;, in particolare al Primo Console (il primo primus super pares?): le cariche sono elettive, ma i giudici da eleggere, in analogia con i deputati parlamentari, sono scelti dal Primo Console; al che si connette la riforma autoritaria della giustizia: nei tribunali criminali l’accusatore pubblico è un commissario governativo (art. 63).&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;3) Il consenso e l’appoggio ecclesiastico&lt;/strong&gt;. Questo punto, assente nella riforma costituzionale del 1799, fu però decisivo per il consolidamento della dittatura personale di Napoleone, presto autoincoronatosi imperatore nella cattedrale di Nôtre Dame, a Parigi, nel 1803, dove riceve la benedizione di papa Pio VII. Ma non senza aver prima firmato, nel 1801, il Concordato con la Chiesa cattolica. Che, anche se non elevava il cattolicesimo a religione di Stato, la riconosceva tuttavia come «religione della maggioranza dei francesi». Con tutta una conseguente serie di accordi di carattere fiscale e proprietario tipici della politica concordataria della Chiesa.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Tre punti che sono la perfetta matrice delle dittature postnapoleoniche. E non solo in Francia. Un perfetto manuale di come sopprimere una democrazia.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Che cosa fa &lt;strong&gt;Benito Mussolini&lt;/strong&gt; negli anni 1922-1926? A parte la marcia su Roma che fu una farsa, ottiene il governo con manovrismi e alleanze partitiche, leggi truffa e brogli elettorali; coadiuvato, nella sua resistibile ascesa al potere, dalla Chiesa gerarchica, che, tra l’altro, impone lo scioglimento del Partito popolare di don Sturzo, per il disturbo che arrecava al manovratore. Il regime dittatoriale si impone dunque gradualmente, fino alle leggi fascistissime. Ma attenzione! Il Parlamento, seppur ridotto a vuoto simulacro, con i partiti non fascisti messi fuorilegge e i loro dirigenti incarcerati, al confino o in esilio, quando non bastonati o ammazzati, tuttavia non è formalmente abolito. Nel 1930 Benedetto Croce vi può leggere il suo inutile intervento contro i Patti Lateranensi del 1929, con cui il Duce creava nel cuore di Roma capitale lo Stato della Città del Vaticano, ed elevava il cattolicesimo a “sola Religione di Stato” (tale rimase persino nella Repubblica di Salò, come sanciva il sesto dei “18 punti di Verona”: «La religione della Repubblica è la cattolica apostolica romana»). Nel frattempo, alla magistratura (come a tutti i dipendenti statali e, di fatto, persino al pusillanime re savoiardo), privata di potere di controllo e di autonomia, veniva imposta assoluta fedeltà al fascismo.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Analogamente, anche &lt;strong&gt;Hitler&lt;/strong&gt; salì al potere in Germania non con un colpo di Stato armato e cruento, alla Pinochet, ma gradualmente, “legalmente”. E con l’appoggio determinante, tra l’altro, anche del partito cattolico del Zentrum. Il suo leader Franz von Papen fu vice-cancelliere di Hitler, e firmò il 20 luglio 1933 a Roma, col futuro papa Pacelli, il Concordato del Reich col Vaticano (per il Führer fu il suo primo vantaggioso riconoscimento internazionale). Nell’accordo, tra l’altro, le religione cattolica era riconosciuta «materia ordinaria di insegnamento» nelle scuole pubbliche, «impartito in conformità con i principi della Chiesa Cattolica»; al vescovo si dava mandato di scegliere, d’intesa con le autorità governative, insegnanti, programmi e libri di testo (art. 21, 22). Con una forte maggioranza parlamentare, e col viatico dei vescovi, Hitler mette presto mette fuorilegge i partiti, reprime ogni forma di libertà e di dissenso, e abolisce il potere autonomo della magistratura. Ma il parlamento, il Reichstag, non fu chiuso. Rimase, come in Italia, la foglia di fico della dittatura.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Chi non riconosce in questa strategia “napoleonica” in tre punti il disegno politico di &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;? Ecco le sue ventilate, e in parte già in atto, riforme costituzionali: &lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;1) svilimento del Parlamento&lt;/strong&gt; (sostituzione dei partiti con i capigruppo, decretazione d’urgenza, emarginazione delle opposizioni), degradato da organo del potere legislativo a luogo di registrazione passiva delle decisioni del governo, anzi del premier; &lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;2) asservimento della magistratura al potere esecutivo&lt;/strong&gt; (riforma delle carriere, col pm alle dipendenze del governo, delegittimazione dei giudici, sventagliate di leggi ad personam); &lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;3) accordo neoconcordatario con la Chiesa cattolica&lt;/strong&gt; (facilitazioni fiscali, finanziamento delle scuole cattoliche, leggi conformi alla bioetica vaticana). A ciò andrebbe aggiunto, ultimo punto da non meno importante, il controllo totalitario dei media (tivvù in primis).&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Un nuovo “Annibale”, non alle porte, ma dentro le sue mura, sta già distruggendo “Roma”? Nulla «è scritto nel cielo». La storia passata ci insegna che gli eventi non sono il prodotto del destino, ma delle decisioni e delle azioni umane. La salvezza di “Roma”, cioè della democrazia italiana, dipende oggi in primo luogo da noi, dalla società civile, dalla sua capacità di vigilanza e mobilitazione in difesa della Costituzione.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Di Michele Martelli da MicroMega&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-5948320969644247380?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5948320969644247380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5948320969644247380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2010/02/come-sopprimere-una-democrazia.html' title='Come sopprimere una democrazia'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-5616519713909599941</id><published>2010-02-03T05:04:00.000-08:00</published><updated>2010-02-03T05:07:10.495-08:00</updated><title type='text'>Scuola pubblica (e Costituzione), demolizione in corso</title><content type='html'>In pieno fervore i lavori di Berlusconi III per la demolizione della scuola e dell’istruzione pubblica a favore della scuola e dell’educazione cattolica. Costituzione della Repubblica italiana: «Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge» (art. 8); «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato» (art. 33). Se il governo privilegia la religione cattolica e ne finanzia le scuole, non tutte le religioni sono uguali davanti alla legge. Ce n’è una, la cattolica apostolica romana, che è più uguale delle altre. Palese la violazione della Costituzione. Che, sottoposta alle ruspe della ditta dell’Unto del Signore, continua a perdere pezzi da tutti i lati. Come un edificio in stato di demolizione.L’“Accordo di revisione del Concordato Lateranense”, firmato da Craxi e Casaroli il 18 febbraio 1984, fu una vittoria di Pirro per lo Stato italiano. In realtà, un colossale inciucio. E la parte dell’inciucista la fece l’inglorioso governo detto allora del Caf (Craxi Andreotti Forlani), non la Chiesa, che dell’accordo intascò utili e vantaggi. La religione cattolica, è vero, perse il privilegio di essere (come dal 1929 al 1984) «la sola religione dello Stato italiano» (Protocollo addizionale dell’Accordo, art. 1), il che scaturì, più che altro, dall’inevitabile presa d’atto dei processi di secolarizzazione in corso nella società italiana (vittorie referendarie su divorzio, aborto ecc.).Tuttavia la Chiesa, oltre a numerose facilitazioni e regalìe in campo fiscale (vedi l’otto per mille), conservò anche il privilegio dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola pubblica.L’Irc da obbligatorio quale era prima divenne opzionale, ma fu comunque garantito dallo Stato e con i soldi dello Stato, cioè di tutti i contribuenti (cattolici e non). In base all’Accordo, all’atto di iscrizione genitori e studenti avrebbero dovuto scegliere «se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento [l’Irc], senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione» (art. 9.2).Ma la discriminazione ci fu. Innanzitutto, perché in alternativa all’Irc non fu mai programmato e organizzato nulla di serio; si poteva prestabilire per esempio un’ora di educazione civica e di studio della Costituzione. In secondo luogo, perché, merito all’Irc, l’Accordo attribuiva alle curie vescovili il potere di scegliere, seppure d’intesa con le autorità scolastiche, programmi, orari, libri di testo e profili professionali dei docenti, affinché l’insegnamento religioso fosse «impartito in conformità alla dottrina della Chiesa» (Protocollo addizionale , art. 5). Di fatto, i docenti, pagati dallo Stato, venivano nominati, con annesso potere di revoca, non dai provveditorati scolastici, ma dai vescovi. Così lo Stato sovrano cedeva, e cede tuttora, parte della sua sovranità alla Chiesa, ossia al Vaticano (da ricordare che a firmare il Concordato con Craxi non fu il presidente della Cei, ma il segretario di Stato vaticano). Il governo di Berlusconi, santificatore di Craxi, più craxiano di Craxi, che fa oggi? Discrimina brutalmente chi decide di non avvalersi dell’Irc. E come? Abolendo la scelta. Non de iure, ma de facto. Già nell’ottobre 2008, la ministra Gelmini boicotta l’ora alternativa a quella di religione, facendo sapere di non aver soldi per i docenti: che ogni scuola provveda col “faidate”. Ma senza soldi (glieli aveva scippati Tremonti nella finanziaria 2008-2009, graziando la scuola cattolica), povera scuola pubblica, da te che fai? Dunque, niente (o quasi niente) ora alternativa.In questi giorni un’altra novità. Dai moduli allegati alla nuova circolare ministeriale per l’iscrizione scolastica dell’anno prossimo, è sparita l’opzione «attività didattiche e formative» in alternativa all’ora di Irc. Si tratta di moduli palesemente illegali, che ignorano sia la Costituzione (art. 8, 33), sia lo stesso Concordato del 1984 (art. 9.2). Un espediente vile, apparentemente innocente e casuale, che toglie a genitori e studenti il diritto di scelta. L’Irc di fatto nuovamente obbligatorio, come dal 1929 al 1984? Chi non lo sceglie, parcheggiato nei corridoi?Sulla scuola, ancora un’indicibile novità venuta da Tremonti. Vedere per credere: «Ministero dell'Economia e delle Finanze. Informativa 28 dicembre 2009, n. 166: Aumenti biennali docenti di religione»: 220 euro in più in busta paga ai 12 mila docenti precari di religione, a decorrere dal 1 maggio 2010, col recupero degli arretrati dal 1 gennaio 2003. E gli altri precari, con le loro sacrosante aspettative? Ignorati.Informativa discriminante, ad personam, come le 19 leggi del premier per evitare i processi a suo carico. Il regno orwelliano spande la sua ombra ovunque.Ma ricordiamoci che la Costituzione, con l’insieme delle sue istituzioni, scuola pubblica compresa, è la nostra casa comune. Perciò, difendiamola dai demolitori!







&lt;strong&gt;di Michele Martelli da MicroMega&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-5616519713909599941?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5616519713909599941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5616519713909599941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2010/02/scuola-pubblica-e-costituzione.html' title='Scuola pubblica (e Costituzione), demolizione in corso'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-3657406676965773755</id><published>2009-12-03T04:09:00.000-08:00</published><updated>2009-12-03T04:15:46.733-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='processo breve'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><title type='text'>Fini e il Re Nudo. Dov’è lo scandalo?</title><content type='html'>&lt;a href="http://giornaledabruzzo.net/homegda/wp-content/uploads/2009/11/fini-trifuoggi-chiodi.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 410px; CURSOR: hand; HEIGHT: 228px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://giornaledabruzzo.net/homegda/wp-content/uploads/2009/11/fini-trifuoggi-chiodi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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«Il re è nudo / ma il re non lo sa / lui cammina tra la gente / e saluta sorridendo. / Il re è nudo / ma la verità / è che nessuno lo può dire a sua maestà». Così cantavano (di George W. Bush) i Nomadi nel 2002. Così, non sapendo di essere in onda, bisbiglia al microfono di Pescara (su Berlusconi) Gianfranco Fini. Il quale a “Ballarò” ha giustamente spiegato di aver detto, nell’ormai famoso fuori onda pescarese, ciò che (ultimamente) ha sempre detto e ripetuto anche in pubblico (interviste, conferenze, sedi di partito).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora, dove sta lo scandalo? Facciamo alcune ipotesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;1.&lt;/strong&gt; È forse scandaloso che Fini parli confidenzialmente di Berlusconi con un magistrato? Chi glielo vieta? Non la Costituzione repubblicana, che riconosce la libertà di pensiero e di parola a tutti i cittadini. Figuriamoci al presidente della Camera in carica! Forse che nel Pdl la libertà vale solo per il capo; per tutti gli altri, invece: «Credere, obbedire, combattere»? O lo sconcio sarebbe che Fini se la intende col Procuratore Capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, una “toga rossa”? Ma Trifuoggi non è un giudice di parte; se nel 1984 aprì un’inchiesta sulle tv del signor B., nel 2008 ha fatto arrestare per il reato di concussione il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e il Presidente della Regione abruzzese, Ottaviano Del Turco. Ambedue del Pd. Dunque un magistrato che non guarda all’appartenenza politica. E poi, ma quali “toghe rosse”? Il signor B. le dipinge di “rosso”, guarda caso!, solo se e quando indagano sul signor B.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; È forse scandaloso che Fini dica che il signor B. scambia «il consenso popolare, che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei conti, Cassazione, capo dello Stato, Parlamento»? e che «confonde la leadership con la monarchia assoluta»? Basta aprire la Costituzione per capire che lo Stato democratico si regge sull’uguaglianza della legge, e sulla divisione e l’equilibrio dei poteri. Nessuno è super leges. (Lo erano i sovrani assoluti europei del Sei-Settecento, ma la storia racconta la loro fine che Fini ricorda nel fuori onda). Nessuno può godere del privilegio dell’immunità e dell’impunità. Le leggi ad personam del signor B. per metterlo al riparo dai processi sono palesemente incostituzionali. La Suprema Corte, che ha bocciato il lodo Alfano, docet!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;3.&lt;/strong&gt; È forse scandaloso che Fini supponga che le ipotetiche dichiarazioni del pentito Spatuzza su Dell’Utri e Berlusconi, se suffragate da prove, sarebbero una «bomba atomica»? La metafora significa, più semplicemente: Berlusconi dovrebbe dimettersi. Ma dov’è il dramma? Cade un governo, se ne fa un altro: in democrazia non ci sono governi a vita; è sempre il popolo a decidere col suo libero voto. O l’«eletto del popolo» si ritiene «eletto da Dio», ed è perciò inamovibile, come un monarca francese, dovesse campare cent’anni? In ogni caso, il governo cadrebbe non per colpa di una presunta «magistratura politicizzata», ma perché il popolo italiano non potrebbe più sentirsi rappresentato da un governo inquinato. Al contrario di quanto va dicendo il Pd: «B. ha il diritto difendersi dal processo» (Enrico Letta); «Bisogna comporre il conflitto tra principio democratico e principio di giustizia» (Violante ad “AnnoZero”). Ma quale “diritto” e quale “conflitto”! Ogni cittadino si difende nel processo; l’autonomia della magistratura è l’essenza della democrazia. Sembra che Fini abbia fatto in diretta tv una lezione costituzionale non solo al ministro Bondi, ma anche ai piddini Letta e &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/dalle-ghedinate-al-violante-pensiero/"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Violante&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;/span&gt; Paradossale, no?In nessuno dei tre punti c’è dunque alcunché di scandaloso. In un altro paese democratico europeo, per es. in Francia, Gran Bretagna o Germania, le parole di Fini sarebbero ovvie, persino banali. Perché allora tanto incredibile scandalizzarsi da parte del signor B., dei suoi giornali e tv e dei suoi berlusclones? Una farsa, se non fosse pericolosamente tragica in questa traballante democrazia italiana. Il vero scandalo sta nel fatto che nell’«anomalia Italia» la verità possa apparire scandalosa. Tanto ci stiamo assuefacendo a scambiare la menzogna per la verità. Solo laddove la menzogna diventa la norma, la verità si fa scandalo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma per fortuna con le menzogne non si fa molta strada.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fini ha detto: «Il Re è Nudo». Prima o dopo, tanti italiani lo ripeteranno, lo urleranno in piazza, come i sudditi di Sua Maestà della famosa fiaba di Andersen.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Piazza San Giovanni a Roma, il 5 dicembre, «non è che l’inizio».&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Di Michele Martelli da Micromega&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-3657406676965773755?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/3657406676965773755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/3657406676965773755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/12/fini-e-il-re-nudo-dove-lo-scandalo.html' title='Fini e il Re Nudo. Dov’è lo scandalo?'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-6191014402030853248</id><published>2009-12-02T13:56:00.000-08:00</published><updated>2009-12-02T13:59:28.705-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='minareti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='svizzera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lega'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crocefisso'/><title type='text'>Il No svizzero ai minareti e la croce leghista</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Tutti uguali davanti alla legge, eccetto gli islamici&lt;/span&gt;


&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SxbjHvByNFI/AAAAAAAAAEk/OBrNeTcs9NI/s1600-h/vadelfio_vignetta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410761724354770002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SxbjHvByNFI/AAAAAAAAAEk/OBrNeTcs9NI/s200/vadelfio_vignetta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Michele Martelli da Micromega&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;In Svizzera, il 57% dei votanti, contro ogni aspettativa, ha detto NO alla costruzione di nuovi minareti. (Da notare subito che in Svizzera i 4 minareti già esistenti non possono usare gli altoparlanti perché vietati dalle leggi sull’inquinamento acustico: perché non estendere tali leggi anche alle campane delle chiese?). Imbarazzata, e contraddittoria, la dichiarazione a caldo del ministro svizzero della Giustizia, Evelyne Widmer-Schlumpf ai membri dell’UE riuniti a Bruxelles: «Questo non è un voto contro la religione musulmana, ma solo contro i minareti. In Svizzera, rispettiamo la libertà di fede. Si tratta di un diritto molto importante per noi».I minareti, non c’è dubbio, sono simboli, oltre che di fede, anche di potere religioso (la loro immagini può dar fastidio ad altri diversamente credenti, o ad atei e agnostici). Ma la stessa cosa vale per i campanili. Tuttavia, finché le religioni restano nella sfera privata delle credenze, e non configgono col potere dello Stato, hanno in democrazia diritto ad esistere. Infatti, delle due l’una. O si è per la libertà religiosa, e allora tutti i credenti, ma proprio tutti, senza distinzione e discriminazione alcuna, hanno il diritto di costruire e pregare nei loro luoghi di culto: i cristiani, per esempio, in chiese e cattedrali con campanili, gli islamici in moschee con minareti. O si è contro la libertà religiosa, e allora ogni culto religioso va abolito. Il primo modello è quello delle democrazie laiche e liberali, il secondo quello delle dittature autocratiche. Tra i due estremi c’è, ovviamente, una serie di passaggi e gradi intermedi. Resta che la Svizzera, secondo la dichiarazione del suo ministro della Giustizia, sarebbe al tempo stesso contro i minareti e per la libertà dell’islam. Evidente la contraddizione.La Costituzione federale della Confederazione Svizzera (1999, aggiornata il 2002) è una Costituzione laica e democratica. Il suo “Preambolo”, è vero, comincia col richiamo: «In nome del Dio Onnipotente» (quale? il Dio cristiano? protestante o cattolico? o il Dio ebraico? o quello islamico? e non risalgono alla stessa radice biblica?). Ma poi subito dopo, l’art. 8, riconosce «l’uguaglianza giuridica» dei cittadini: «Tutti sono uguali davanti alla legge», a prescindere dalle loro opinioni e dalle loro appartenenze etniche. E l’art. 15 sancisce «la libertà di credo e di coscienza»: «Ognuno ha il diritto di scegliere liberamente la propria religione e le proprie convinzioni filosofiche e di professarle individualmente o in comunità». Ognuno, dunque anche gli islamici, con le loro moschee e minareti. Il referendum anti-minareti viola gli articoli 8 e 15. E quindi o viene annullato, perché anticostituzionale. Oppure comporta una revisione della Costituzione. In tal caso, i due articoli citati potrebbero essere così ritoccati: «Tutti sono uguali davanti alla legge, eccetto gli islamici»; «La libertà di credo e di coscienza vale per tutti, esclusi gli islamici». Escluso cioè il 5% dei cittadini svizzeri. Con quali vantaggi della democrazia elvetica ciascuno può giudicare da sé. Oggi gli islamici e gli immigrati, ieri gli ebrei, i rom e gli omossessuali. Una democrazia in cui legge e diritti cominciano ad essere disuguali, ha già incorporato il veleno dell’autodistruzione. Urgente correre ai ripari.Il referendum svizzero, voluto da due partiti della destra teocon protestante, l’UDC, e l’UDF, che di “democratico” hanno solo il nome, ha suscitato la “pazza” gioia di tutta la destra razzista e xenofoba europea. In primis la Lega padana. Maroni a Bruxelles: «In democrazia è sempre utile ascoltare ciò che vuole il popolo, e non le elites più o meno illuminate»: il ministro intende dire che bisogna ascoltare il popolo anche quando è accecato da elites oscurantiste e razziste? Il viceministro alle infrastrutture Castelli: «Dagli svizzeri una lezione di civiltà. Nel disegno di legge di riforma costituzionale chiederemo l'inserimento della croce nella bandiera». Civiltà per Castelli è la xenofobia, e cristiano è chi confonde la croce con la spada? Invece che inserire la croce sul tricolore, tanto varrebbe inserirvi la bandiera del Vaticano, o, per essere più parchi, una sua parte, il Triregno papale (la Tiara con le tre corone sormontate, tradizionali simboli del potere politico, spirituale ed ecclesiastico universale del papato).In tal caso, ci troveremmo finalmente in un nuovo medioevo crociato. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Con una Lega padana trasfigurata in Santa (e forse Apostolica) Lega.E, chissà!, forse Maroni e Castelli con le stimmate!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6191014402030853248?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6191014402030853248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6191014402030853248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/12/il-no-svizzero-ai-minareti-e-la-croce.html' title='Il No svizzero ai minareti e la croce leghista'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SxbjHvByNFI/AAAAAAAAAEk/OBrNeTcs9NI/s72-c/vadelfio_vignetta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-4870884238351856660</id><published>2009-11-26T18:13:00.000-08:00</published><updated>2009-11-26T18:19:25.544-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alfano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='processo breve'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><title type='text'>La matematica e la democrazia. Il ministro Alfano dà i numeri</title><content type='html'>&lt;a href="http://santagatando.files.wordpress.com/2009/10/berlalfano.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 610px; CURSOR: hand; HEIGHT: 448px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://santagatando.files.wordpress.com/2009/10/berlalfano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;div&gt;Di &lt;strong&gt;Michele Martelli da Micromega&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quanti procedimenti giudiziari in atto sarebbero spazzati via dal nuovo ddl sul “processo breve”? Il 35% di quelli penali in primo grado, e il 60% di quelli civili, dicono i magistrati del Csm e dell’Anm: una strage, un’ecatombe, lo sfascio della giustizia italiana. E cosa fa invece l’ineffabile ministro Alfano? Dà i numeri. Ieri diceva: ne salterebbero soltanto l’1%, oggi dice: soltanto l’8/9%. Una bazzecola”? No, non lo sarebbe sul piano quantitativo: su, poniamo, 100 mila processi, ne scomparirebbero 8/9 mila. Un processo, si sa, finisce, quasi sempre, o con una condanna o con un’assoluzione. Dunque, gli 8/9 mila o più imputati (in un processo, come noto, possono esserci più imputati) o sono tutti colpevoli, o tutti innocenti, o in parte colpevoli in parte innocenti. Ebbene, in virtù del nuovo ddl, non solo non sapremmo mai la verità, ma tutti, di fatto, sarebbero amnistiati in blocco, dichiarati per legge innocenti. I delinquenti, impuniti, potrebbero continuare a delinquere, e a restare impuniti. Soprattutto se incensurati (i 6 anni dei tre gradi di giudizio previsti dal ddl sarebbe un periodo troppo breve per accertarne le colpe). Che cos’è dunque il “processo breve” (per i reati che vi sono inclusi)? Un’autorizzazione a delinquere. Con la garanzia legale dell’impunità. Un’impunità a vita. E le vittime dell’ingiustizia subita? Mai più risarcite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma i numeri che dà Alfano vanno valutati soprattutto sul piano qualitativo. Perché quegli 8/9 mila o più cittadini vittime della delinquenza dovrebbero immolarsi (civilmente) per salvare Berlusconi dai suoi processi? Qui la matematica incontra (o si scontra con) la democrazia. Perché tra le due l’una. O quei cittadini sono un puro numero, &lt;em&gt;“quantité negligeable&lt;/em&gt;”, senza volto e senza dignità e diritti umani e civili. O sono al contrario cittadini autonomi, la cui dignità e i cui diritti sono inviolabili, come recita la Costituzione. Al primo caso si riferisce Alfano, che nel suo calcolo mistico azzera civilmente le vittime, sacrificandoli sul sacro altare di Arcore. Berlusconi è ingiudicabile, perché è l’UNO, al cui confronto gli altri sono ZERO. I cittadini contano (quantitativamente) solo se e solo quando con le elezioni incoronano il Re. Poi scompaiono nel nulla. E tutto il potere passa nelle mani di chi, sebbene solo capo di un partito e capo del governo, pretende essere l’Imperatore, il &lt;em&gt;divus Caesar&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La democrazia è il contrario della mistica totalitaria dell’UNO. I cittadini non sono mero astratto numero o quantità, X indecifrabili, fantasmi senza volto, senza bisogni e senza diritti, ma persone reali, concrete, con le loro storie, passioni e richieste di giustizia (di una giustizia che sia eguale per tutti, Berlusconi compreso), individui autonomi, titolari di diritti imprescrittibili. Tra cui la sicurezza, che, come già diceva Cesare Beccaria, può essere garantita soltanto con la certezza delle pene (l’esatto contrario del ddl sul “processo breve”). E poi, se la matematica non è sacra numerologia, ma scienza razionale, si coniuga felicemente con la democrazia. Dove sempre si vota (una testa un voto); le decisioni si prendono a maggioranza; domina la pluralità e il pluralismo; vige non la mistica e totalitaria &lt;em&gt;reductio ad Unum&lt;/em&gt;, bensì la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), di cui l’uno limita e controlla l’altro; il capo del governo non fa le leggi (come pretende con decreti governativi a getto continuo il Re di Arcore con la sua corte di berlusclonati), ma applica le leggi che fa il Parlamento, conformemente alla Legge fondamentale dello Stato che è la Costituzione repubblicana. Dove infine non c’è un Primus super pares, perché siamo tutti pares, tutti uguali davanti alla legge.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“Una testa un voto” è la base del “calcolo” in democrazia, cioè della legittimità di ogni decisione e di ogni istituzione pubblica, solo se non si dimentica che dietro “un voto” c’è “una testa”. Che cioè sovrano è l’individuo, ogni singolo individuo, la pluralità degli individui. I quali delegano tecnicamente alle istituzioni rappresentative (governo, parlamento, magistratura) la loro sovranità per essere meglio difesi e garantiti, non malmenati, ignorati e azzerati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nessun cittadino, in democrazia, equivale a zero. Tutti sono equipotenti. E nessuno è l’Onnipotente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nemmeno il “piccolo Cesare” di Arcore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-4870884238351856660?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/4870884238351856660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/4870884238351856660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/11/la-matematica-e-la-democrazia-il.html' title='La matematica e la democrazia. Il ministro Alfano dà i numeri'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-5371986781372307912</id><published>2009-11-24T18:23:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T18:26:00.340-08:00</updated><title type='text'>Flavio Tosi, sindaco di Verona, città del Vaticano</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200805images/tosi01g.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200805images/tosi01g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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di &lt;strong&gt;Michele Martelli da Micromega&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Immortalato di recente, con tanto di foto-ricordo, da un paginone dello storico “Giornale” di famiglia. Flavio Tosi, il sindaco leghista di Verona, in segno di protesta contro la sentenza della Corte europea di Strasburgo, si è lasciato fotografare nel suo ufficio, con alle spalle il ritratto di Benedetto XVI sovrastato dal crocifisso, dopo aver staccato dalla parete l’immagine del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Ho messo il papa e sopra il papa il crocefisso perché questi sono i simboli dei valori in cui profondamente credo»; «nessuno di noi oserebbe mai staccare il crocefisso dalla casa dove vive».Ma il Municipio di Verona è casa privata di Flavio Tosi, o casa comune dei cittadini di Verona? A casa sua, Tosi può appendere il simbolo di ciò che vuole, ma nel Palazzo comunale, che è casa dei veronesi, no. Tosi confonde privato e pubblico, religione e politica, Chiesa e Stato. Come Berlusconi, che agita il crocifisso contro la Corte di Strasburgo. Bisogna aspettarsi che anche il premier, a Palazzo Chigi, ripeta il gesto di Tosi? che, escluso dalla Perdonanza aquilana, voglia così ottenere in altro modo il perdono di Bertone?C’è da chiedersi se Tosi crede di vivere nell’Italia laica e repubblicana, o in un’altra Italia, un’Italia teocratica, clerical-vaticana. Se il suo capo di Stato sia Napolitano o Ratzinger. Se la sua Verona sia città italiana, o colonia papale. E se infine il suo croce-leghismo non sia oggi una intollerabile offesa alla Costituzione democratica. E ai cittadini italiani. Quanti sono i veronesi non credenti o non cattolici? Quanti nella stessa Lega padana i non cattolici? E quanti tra i cattolici, leghisti o non leghisti, si riconoscono nel prode gesto di Tosi? Un sindaco, poniamo, comunista dovrebbe appendere nel suo ufficio Falce-e-martello, simbolo dei valori in cui crede? O se di altra fede, magari sportiva, il simbolo di quella fede?La democrazia è pluralismo, rispetto delle minoranze e del dissenso, fosse anche uno solo il dissidente, il diversamente pensante. Il sindaco di Verona è stato eletto a maggioranza; ma chiunque, una volta eletto, è sindaco di tutti, non di una parte. La maggioranza che ha eletto Tosi non gli dà il diritto, anzi l’arbitrio, di prevaricare sugli altri. Il governo della maggioranza non è la dittatura della maggioranza. Perciò l’uomo pubblico, in democrazia, non esibisce simboli di parte. Negli spazi istituzionali, l’unico simbolo è la Costituzione.Chissà perche non si organizzano corsi obbligatori di studio della Costituzione e di formazione alla cittadinanza democratica anche per gli amministratori!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-5371986781372307912?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5371986781372307912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5371986781372307912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/11/flavio-tosi-sindaco-di-verona-citta-del.html' title='Flavio Tosi, sindaco di Verona, città del Vaticano'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-1987516247158346007</id><published>2009-11-24T18:19:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T18:21:16.403-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ratzinger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaticano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Khameini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><title type='text'>Berluskhamenei e il gioco delle tre carte</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-elettorale-13/berlusconi-nessun-dialogo/geno_11965242_29330.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 291px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-elettorale-13/berlusconi-nessun-dialogo/geno_11965242_29330.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-elettorale-13/berlusconi-nessun-dialogo/geno_11965242_29330.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
di&lt;strong&gt; Michele Martelli da Micromega&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Italia, Vaticano e Iran. Berlusconi, Ratzinger e Khamenei. Apparentemente: paesi così diversi, personaggi così incomparabili, per cultura, storia, ruoli, prestigio. In dipietrese: “che ciazzécca”? E invece sì. Almeno per alcuni aspetti. Proviamo a dimostrarlo, prendendo spunto dal recente episodio di contestazione di Khamenei da parte dello studente iraniano Mahmoud Vahidni, il “genio matematico” (ha vinto le Olimpiadi nazionali di matematica), il “piccolo eroe” che ha osato nientemeno sfidare la Grande Guida e Delegato di Allah, l’ayatollah Khamenei. E che è divenuto ormai famoso sul web internazionale (si può leggere su Wikipedia la voce che gli è stata già intestata). Il giovane, in un’importante assemblea pubblica, a Teheran, a fine ottobre, ha criticato Khamenei, additandolo come il capo di un regime illiberale, oppressivo e oscurantista. Dov’è adesso Vahidni ? A quanto sembra, è «scomparso», rapito e chiuso nelle carceri iraniane dai Pasdaran, il Corpo di polizia dei Guardiani della Rivoluzione islamica.Facciamo finta che il testo del suo coraggioso discorso ci sia pervenuto, senza sapere null’altro, né il luogo, né contro chi e perché sia stato pronunciato. Estraiamone alcune frasi e proviamo, per scherzo ma non troppo, il gioco delle tre carte. Scegliendo la carta più alta, con le sue diverse figure regali fantasiosamente decorate. Chi potrebbe essere, nella finzione, il Re di Danari? Ovvio, il premier Berlusconi, il ricco più ricco d’Italia. E il Re di Coppe? Il pontefice romano (il riferimento alle sacre liturgie non sia irriverente!). E il Re di Spade (o di Bastoni, fate voi)? Il tenace, indomabile Khamenei, la Grande Guida del regime in cui non si muove foglia che Khamenei non voglia, oggi uno dei regimi più feroci, illiberali e repressivi del mondo. La distanza tra l’Iran attuale, il minuscolo Stato teocratico pontificio e l’Italia repubblicana ancora liberal-democratica, è certo, e per fortuna, abissale. Eppure, nel discorso di Mahmoud Vahidni ci sono parole che giustificano un inquietante raffronto. Vediamone alcune.– «Perché nessuno può permettersi di criticarla in questo paese? Non è ignoranza questa? Lei ritiene di non fare errori?». A chi si rivolge il giovane, chi è l’infallibile, qual è il paese dell’ignoranza? È il paese teocratico del Re di Coppe? Lì chi comanda è coperto dal dogma ufficiale dell’infallibilità; al suo interno non c’è pluralismo di idee o religioso; dissentire è peccato, oltre che reato di lesa maestà (ne sanno qualcosa i “preti contro”). O potrebbe essere il paese del Re di Danari? Lì il capo è un tipetto suscettibile, che ha-sempre-ragione, fa quel c… che gli pare, e non sopporta né una né dieci domande; non è ancora il paese dell’ignoranza, anche se all’ignoranza vorrebbe ridurlo il Primus super pares, il «miglior presidente degli ultimi 150 anni della storia d’Italia». O è invece il paese del Re di Spade, dove chi critica il Leader Supremo e il Potere è un «nemico di Allah» (con la decisiva aggravante, mai dimenticarlo, che lì, a differenza che altrove, il dissidente è ferocemente represso)? Carta che vince, carta che perde. Oplà! Provate a indovinare?– «L'hanno trasformata in una sorta di idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare». Imbrogliate le carte. Un due tre, via! Chi è l’ “idolo” che nessuno può sfidare? L’Unto del Signore, il Vicario di Dio, o il Delegato di Allah? Sotto il riguardo non certo della realtà politica concreta, ma dell’autorappresentazione ideologica, mediatica, l’uno non è poi tanto diverso dall’altro. Dai vice e inviati di Dio, solo chi prega e riverisce sottomesso può ottenere qualcosa; sui critici e diversamente credenti e pensanti, si abbatte inesorabile la scure, o la censura e l’emarginazione. Allora, chi è il presunto “idolo”? Qualsiasi risposta è più o meno giusta. O sbagliata. Il dubbio ci assale, tomentoso. Che le carte siano truccate?– «Le nostre tv e radio presentano un'immagine realistica del mondo e del nostro paese o una fotografia falsa e caricaturale? Citano le persone e descrivono gli eventi in modo corretto?». Di chi sono questi o simili media? Del Re di Coppe, che nel suo Stato/Chiesa detiene tutti i poteri, compreso quello della cultura e dell’informazione, dove la libertà è la libertà di non dissentire dall’ortodossia? O del Re di Spade, a cui la legge khomeinista affida il compito di nominare e controllare a colpi di sharia giornalisti, testate e programmi? O del Re di Danari, che, proprietario dell’impero Mediaset, ma anche Presidente del Consiglio, vorrebbe uniformare a sé, clonare sulla sua taglia, tutti i massmedia del suo paese, pubblici e privati? Arrovellatevi, scommettete, puntate. Ma a che serve? Chi manovra le carte, chissà, forse vi inganna. Bello sarebbe che così non fosse, che l’Italia laica e repubblicana si ridestasse, a difesa della Costituzione, mettendo all’angolo chi attenta alla sua sovranità; che il processo di democratizzazione prevalesse finalmente nella Chiesa, e il papa assumesse linguaggio, cultura e regole distanti anni luce da ogni forma di integralismo. Ma così ancora non è.Anche se limitatamente agli aspetti qui abbozzati, sono purtroppo simili i tre Re. E ancora di più lo sono, in politicis, i due di cui l’uno non disdegna i Danari (di Giuda?) dell’altro (vantaggi fiscali e leggi pro Ecclesiam), l’altro il bacino elettorale e la legittimazione del primo. Che l’Italia di concerto, a suon concordato di Coppe e Danari, si trasformi in regime? Ma che importa. Sarebbe una bazzecola.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Purché sempre e comunque si canti: Gloria in excelsis Deo!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-1987516247158346007?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1987516247158346007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1987516247158346007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/11/berluskhamenei-e-il-gioco-delle-tre.html' title='Berluskhamenei e il gioco delle tre carte'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2620741650579355818</id><published>2009-11-24T18:14:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T18:17:01.244-08:00</updated><title type='text'>L’ultima guerra di religione. Perchè è ineccepibile la sentenza che vieta il crocifisso</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_x52ilCCIrYM/SXmC49clJJI/AAAAAAAAAxM/F7qDE7sCjgE/s400/crocefisso.bmp"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 249px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_x52ilCCIrYM/SXmC49clJJI/AAAAAAAAAxM/F7qDE7sCjgE/s400/crocefisso.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;div&gt;di &lt;strong&gt;Michele Martelli da Micromega&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;La sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che ha detto no all’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, accogliendo il ricorso dei coniugi padovani Massimo Albertin e Soile Lautsi, è stata con accenti diversi respinta dal centrodestra e dal centrosinistra: uno scudo crociato bipartisan a difesa del crocifisso. Sorvoliamo sugli insulti beceri contro la sentenza e i 7 giudici della Corte (Alemanno: “sentenza folle”; La Russa: “devono morire”; Bossi: “una stronzata”, e così via, cristianamente straparlando). Cerchiamo di individuarne ed esaminarne la linea argomentativa comune. Che potrebbe essere la seguente: 1) la sentenza è giuridicamente infondata; 2) anche se così fosse, sarebbe politicamente irricevibile; 3) anche se così fosse, sarebbe culturalmente inaccettabile.Il primo punto non regge. La Corte di Strasburgo (1959) non è formalmente un’istituzione dell’Unione Europea (UE), che è nata col Trattato di Mastricht (1993), ma le sue sentenze sono ritenute esecutive dall’UE. Quindi l’UE riconosce piena legittimità giuridica alla Corte di Strasburgo. D’altronde, i 7 giudici hanno motivato la sentenza in base all’art. 9, «Libertà di pensiero, di coscienza e di religione», della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (1950) e l’art 2, “Diritto all’istruzione”, del suo Primo Protocollo addizionale (1952), che escludono che libertà, istruzione e pluralismo possano essere messi sotto l’asfissiante cappa di piombo di qualche religione o ideologia. Inoltre, i due citati articoli 9 e 2 sono riprodotti parola per parola nella “Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea” del 2000 (rispettivamente all’art. 10 e 14, c. 3). E non a caso il Trattato di Mastricht aveva inglobato il diritto comunitario precedente. Ergo, la sentenza dei 7 giudici è giuridicamente fondata. Può essere discussa, ma con argomenti giuridici, non con falsificazioni di parte.Ma regge il secondo punto? Secondo i critici la sentenza di Strasburgo sarebbe affetta da laicismo, da pregiudizio antireligioso, per cui, si dice, “laicità sì, laicismo no” (Fini, Berlusconi, Bertoni, CEI, “Avvenire” e compagnia cantando). Politicamente, dalla fine del Medioevo ad oggi (Marsilio da Padova, Ockham, Grozio, Locke e moderne rivoluzioni liberali), laicità significa separazione tra Stato e Chiesa. La sfera pubblica, statale, è aconfessionale e areligiosa, perché appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso; non è proprietà, appannaggio o privilegio di una o più chiese, una o più ideologie di parte. Lo Stato non sarebbe (più) laico, se le sue istituzioni (e la scuola pubblica è un’istituzione statale) fossero conquistate, occupate da dottrine, gruppi e simboli di parte, la “parte” fosse anche la maggioranza. Altrimenti, se in una scuola ci fosse una maggioranza islamica o buddhista, che bisognerebbe fare? Staccare il crocifisso e appendere il Corano o un’immagine di Buddha? Ma allora perché Cei e Vaticano si oppongono alla richiesta di inserire l’ora di religione coranica nelle scuole italiane frequentate da bambini di famiglia islamica? In qualsiasi caso, i diritti delle minoranze sono violati. Anche nel caso del crocifisso in aula e dell’ora di religione cattolica. Ergo, essendo conforme alla laicità dello Stato, la sentenza dei 7 giudici è politicamente (democraticamente) ineccepibile.Rimane l’ultimo punto. La sentenza è culturalmente inaccettabile? Gli ateo devoti dicono che “siamo tutti cristiani”; Vaticano e Cei, che il crocifisso è simbolo universale, valido per credenti e non credenti; tutti i tromboni (filo)clericali, che chi è contro il crocifisso è contro le “radici cristiane” dell’Europa. Ebbene, che non siamo tutti cristiani, e nemmeno tutti cattolici allo stesso modo, è un’ovvietà, che sfugge solo al fanatico religioso. Inoltre, che il simbolo del crocifisso, per la sua plurisignificanza, può appartenere anche ai non credenti, è ammissibile, ma a condizione di deprivarlo della sua valenza religiosa (Logos incarnato, Cristo redentore, ecc.): quale papa o cardinale è disposto a questo passo? Infine, l’Europa odierna ha radici non cristiane, ma laiche; la laicità si è affermata per porre fine alle guerre di religione tra cristiani, e contro il potere temporale della Chiesa romana, che tuttora vorrebbe sovrapporre il suo supermarchio di legittimità sugli Stati e l’Unione Europea; non a caso la laicità è stata conquistata distruggendo la vecchia Christianitas teocratica, papal-medioevale e le sue lunghe e oscure propaggini. In conclusione, la sentenza di Strasburgo pare ineccepibile sia giuridicamente, sia politicamente, sia sotto il riguardo storico-culturale.Con buona pace del clero. E di chi al clero si inginocchia per una mangiata di voti. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Sia di destra o di sinistra.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2620741650579355818?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2620741650579355818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2620741650579355818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/11/lultima-guerra-di-religione-perche-e.html' title='L’ultima guerra di religione. Perchè è ineccepibile la sentenza che vieta il crocifisso'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_x52ilCCIrYM/SXmC49clJJI/AAAAAAAAAxM/F7qDE7sCjgE/s72-c/crocefisso.bmp' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-1289731193322258381</id><published>2009-10-04T05:20:00.000-07:00</published><updated>2009-10-04T05:24:33.074-07:00</updated><title type='text'>Bavaglio alla stampa, Silvio come il Duce</title><content type='html'>&lt;a href="http://vistidalontano.blogosfere.it/images/WP20080406.bmp"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 233px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://vistidalontano.blogosfere.it/images/WP20080406.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;«Un dittatore di solito prima attua la censura e poi chiude i giornali»&lt;/strong&gt;: l'ha detto Berlusconi. Non tutti, si capisce, ma solo i giornali di critica, di opposizione e di dissenso, anche blando. Cioè la libera stampa di informazione. Non quella amica, o di famiglia, ovviamente. Il fine? &lt;strong&gt;Eliminare gli avversari irriducibili, e ridurre i codardi in condizioni di servitù&lt;/strong&gt;. Da ciò l'attacco a Repubblica, l'Unità e Avvenire. Per non parlare dell'ultima "riserva indiana" di Rai3 e Tg3. Se la completa omologazione mediatica riuscisse, si aprirebbe un'autostrada per i disegni autoritari del nostro Supersuperman.
L'ascesa del fascismo al potere insegna. Sin dal 1922 Mussolini, già prima della marcia su Roma, iniziò ad applicare la sua strategia di controllo, eliminazione o fascistizzazione della stampa avversaria o non allineata (da l'Unità e l'Avanti al Corriere della sera e alla Stampa), intimidita, censurata e repressa con decreti prefettizi e criminali aggressioni squadristiche. "Normalizzazione" completata con le "leggi fascistissime" del 1925-1926. Allorché la libera Fns (Federazione nazionale della stampa) fu soppressa, sostituita dalla Ffgi (Federazione fascista dei giornali italiani). E l'Albo dei giornalisti accuratamente epurato da chi non fosse fedele servo fascista.
Sorprendente, del resto, l'analogia tra le 29 Direttive per la stampa emanate dal Cavaliere di Predappio, nel 1931, e la politica di imbavagliamento di stampa e tv tentata dal Cavaliere di Arcore, nel 2009. Ecco alcune di quelle direttive: «1. Rinnovare il tipo del giornale. Il giornale deve essere organo di propaganda dell'italianità e del Regime ... Riprodurre in quadro le idee salienti espresse dal Duce nei discorsi più recenti ... - 2. Controllo dal punto di vista nazionale e fascista. Controllare le notizie e gli articoli ... ponendosi il quesito se le pubblicazioni sono utili o dannose per l'Italia e il Regime. - 4. Ottimismo e fiducia. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche, catastrofiche e deprimenti. - 12. Disegni e fotografie di mode femminili. La donna fascista deve essere fisicamente sana, per poter diventare madre di figli sani, secondo le "regole di vita" indicate dal Duce ... - 22. Resoconti parlamentari. Non parlare di "lavori" parlamentari, frase del vecchio tempo. Citare, invece, anche nei titoli, i principali provvedimenti presi. - &lt;strong&gt;23. Famiglia del Duce. Non è gradito che se ne parli&lt;/strong&gt;. - 26. Il Duce. Ricordare che il Duce è un combattente e non vuol essere considerato un santo».
Berlusconi non è riuscito, come il Duce, a liquidare la democrazia in Italia, ma resta l'analogia della sua politica con quelle Direttive. Innanzitutto, come Benito, anche Silvio non è un santo (ma si è definito l'"Unto del Signore", cioè il Cristo-Messia: altro che Mussolini «Uomo della Provvidenza»!). Non gradisce che sui giornali non di famiglia si parli della sua famiglia e della sua vita privata (denuncia chi ne parla, e alla D'Addario minaccia 18 anni di galera). Rifugge da notizie allarmistiche e deprimenti (la crisi economica e il terremoto all'Aquila non inficiano il «paradiso» in cui viviamo). Cancella a forza di decreti legge i "lavori" e il dibattito parlamentare (basterebbe, bontà sua!, riunire i capigruppo). Vorrebbe trasformare la stampa in organo di propaganda, non del fascismo, si sa, ma del forza-leghismo, e &lt;strong&gt;modellare i giornalisti su Feltrusconi&lt;/strong&gt;. Dal Duce si smarca solo sull'immagine mediatica del femminile: non donna-madre, ma donna-di-letto prepagata usa e ricicla (tipo velina o escort, con carriera garantita in politica, tv o cinema): queste le nuove "regole di vita" per gli italiani (Benito almeno non si vantava pubblicamente delle sue amanti e della sua virilità).
Forse, chissà, se potesse, alle 10 domande di Repubblica oggi il capo del Pdl risponderebbe volentieri come il capo del Pnf nel 1931.
Con nuove 29 Direttive di regime su stampa e tv.&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Di Michele Martelli su Miromega&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-1289731193322258381?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1289731193322258381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1289731193322258381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/10/bavaglio-alla-stampa-silvio-come-il.html' title='Bavaglio alla stampa, Silvio come il Duce'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-6149991479550490290</id><published>2009-10-04T05:17:00.000-07:00</published><updated>2009-10-04T05:19:26.438-07:00</updated><title type='text'>Non chiamatela “leggina Englaro”. Lo strabismo costituzionale di Sacconi e Bagnasco</title><content type='html'>&lt;a href="http://media.panorama.it/media/foto/2008/09/22/48d7d92de4ac6_zoom.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 500px; CURSOR: hand; HEIGHT: 333px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/09/22/48d7d92de4ac6_zoom.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Da pochi giorni è stata resa pubblica la sentenza del Tar del Lazio in merito al ricorso del Movimento difesa dei Cittadini contro l’atto di indirizzo del ministro Sacconi del dicembre 2008, che diffidava le Regioni e il Servizio sanitario nazionale ad accogliere Eluana Englaro per porre fine al suo stato di coma vegetativo permanente. Che cosa dice la sentenza? Dice che il diritto all’autodeterminazione terapeutica, che i genitori di Eluana hanno rivendicato per 17 anni allo scopo di ottenere la sospensione legale delle cure mediche alla figlia in stato di coma da 17 anni, è un diritto sancito dalla Costituzione (art. 32). Spetta solo al paziente, e solo a lui, o ai suoi tutori, custodi della sua volontà (laddove egli «non fosse in grado di esprimere il proprio consenso»), «decidere a quale terapia sottoporsi». O non sottoporsi. Dunque, non solo l’atto di indirizzo di Sacconi era incostituzionale (ma tale l’aveva dichiarato già la Corte di Cassazione a fine dicembre scorso). Ma lo è anche il decreto Calabrò sul bio-testamento già approvato in Senato, e ora in discussione alla Camera, che prevede l’obbligo, per malati e medici, del ricorso all’alimentazione e idratazione forzata. Insomma, la mia, la tua vita, a chi appartiene? A me o a te? O al ministro Sacconi? O al cardinal Bagnasco? La domanda non è affatto retorica.Sacconi ha commentato la sentenza del Tar ventilando la possibilità di stralciare dal decreto Calabrò, che rischia di avere un lungo iter parlamentare, una «norma Eluana», da approvare in tempi rapidissimi. Un’offesa impietosa alla dignità di Eluana. Nel suo nome una cinica leggina che mai lei avrebbe approvato, e che respingerebbe sdegnosamente? Che dei morti si rispetti almeno la memoria! Sacconi ha fatto riferimento, chi l’avrebbe mai immaginato, alla Costituzione, che, quasi in apertura, recita: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo …» (art. 2). I diritti inviolabili, dunque la libertà individuale, dunque la libera scelta del paziente di rifiutare le terapie sanitarie indesiderate (art. 32). L’inverso significherebbe sancire la tortura di Stato per i malati non solo terminali. Il primo articolo va letto contestualmente col secondo. Il meno che si possa dire è che il ministro è affetto da strabismo. O finge di esserlo. Allo scopo di disapplicare o stravolgere la Costituzione.Ma sembra affetto da uno strano strabismo anche Bagnasco. Nella sua prolusione al Consiglio della Cei, il 21 settembre 2009, si è appellato, forse per la prima volta nella storia dei vertici della Chiesa, alla «nostra Costituzione», col pensiero rivolto in particolare al premier e alle sue escort (che i politici si comportino con «misura e sobrietà, disciplina e onore, come anche la nostra Costituzione ricorda»!). E a sorpresa ha citato persino l’art. 54: «Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi». Ben detto! Tutti, non solo premier e governo, ma anche vescovi e cardinali, in quanto cittadini italiani. Ma poi, ecco il cardinal Bagnasco, che della Chiesa è un alto rappresentante, entrare subito a gamba tesa nel processo legislativo in corso, dimenticandosi dell’art. 7 della «nostra (di chi?!) Costituzione» (che sancisce l’indipendenza dello Stato dalla Chiesa) e di tutta la sua Parte II (che stabilisce l’autonomia dei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, autonomia reciproca, e dalla Chiesa). Che fa infatti il cardinale? Elogia il Senato per il lavoro svolto sulla legge sul (anzi contro il) bio-testamento, e sollecita la Camera alla sua approvazione rapida e definitiva. Come Sacconi, lo strabico Bagnasco non vede l’art. 32? E poi infine ecco l’affondo contro i «pronunciamenti discutibili», e «fuorvianti», o quanto «meno ambigui» della magistratura. Quali? È chiaro: quello del Tar del Lazio. O quelli delle Corti supreme che nel caso Englaro avevano dato il via libera all’applicazione dell’art. 32.Che cosa dire? Sacconi e Bagnasco uniti nella lotta. &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Altro che fedeltà alla Costituzione e art. 54!&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Di Michele Martelli da Micromega&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6149991479550490290?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6149991479550490290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6149991479550490290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/10/non-chiamatela-leggina-englaro-lo.html' title='Non chiamatela “leggina Englaro”. Lo strabismo costituzionale di Sacconi e Bagnasco'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-3354537238169771925</id><published>2009-10-04T05:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-04T05:15:32.962-07:00</updated><title type='text'>Il “compagno Fini” e la destra laica che non c’è</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lopinionista.it/notizie/wp-content/uploads/2009/05/fini.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 313px; CURSOR: hand; HEIGHT: 402px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.lopinionista.it/notizie/wp-content/uploads/2009/05/fini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;div&gt;Dalla Festa del Pd di Genova alla Festa tricolore del Pdl di Mirabello (Ferrara). Applauditissimo dalla platea di Genova, tanto da meritarsi l’appellativo di «compagno Fini», l’attuale presidente della Camera, numero 2 del Pdl, è stato accolto tiepidamente dai suoi a Mirabello. Un vero paradosso! Come quello di Bersani, candidato segretario del Pd, trionfante, più che a Genova, al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. L’organizzazione più clericale e filopapale d’Italia lo vorrebbe, a quanto sembra, alla guida del Pd. Di un Pd, bisogna dire, alla Binetti, ribattezzabile Ptd (Partito teo-democratico). Amico e alleato, se non subito, tra non molto, dell’Udc filo-episcopale di Casini e Buttiglione. Qualcuno già fa quest’ipotesi. Quella del nuovo Grande Centro. Al contrario, quale Pd sogna la platea genovese che inaspettatamente applaude le parole di Fini? Certo, un Pd laico, geloso dell’autonomia dello Stato dalla Chiesa, e che oggi ha in Ignazio Marino un leader lucido e rappresentativo.Fini ha detto a Genova: «La differenza non è tra laici e cattolici, ma tra laici e clericali». Ben detto. Un cattolico clericale è antilaico, e un laico, cattolico, d’altra fede o di nessuna, è anticlericale. Non si sfugge. Ciò che definisce la laicità non è l’opzione religiosa o irreligiosa, ma il principio della separazione tra Stato e Chiesa e la difesa dei diritti umani e civili. Cioè il sistema e i valori della democrazia costituzionale.Quali di Fini siano, per così dire, i fini strettamente “partitici” (dentro e/o fuori del Pdl), non sappiamo. D’altronde, sarebbe feltrusconesco, da (ex)Sant’Uffizio, processarlo per il suo passato. Ciò che conta oggi è che Fini non solo si smarca dal Pdl semiciellino, ma ruba lo spazio anche all’ambiguo e amletico Pd. Incredibile ma vero, egli infatti con sempre più insistenza va sostenendo: 1) la netta separazione tra Stato e Chiesa; 2) una legge sul testamento biologico rispettosa della volontà del cittadino; 3) la fine della barbarie dei “respingimenti” dei clandestini; 4) il riconoscimento dei diritti dei gay. Sono solo parole? Certo, ma sono le parole della terza carica istituzionale dello Stato. E tuttavia, dopo le parole i fatti. Quando la presunta “Fronda finiana”, se c’è, uscirà allo scoperto in
Parlamento? Per ora, sembra che Fini parli nel deserto.Ma il topos, tutto nostrano, che la laicità è di sinistra e il clericalismo di destra va comunque rivisto. Nell’anomalia-Italia, ad eccezione dei governi liberali postunitari, l’inciucismo Stato-Chiesa ha infatti purtroppo dominato sovrano non solo “a destra”, ma anche “a sinistra”, da Togliatti a Craxi a D’Alema. Anche se va detto che, per “affinità elettiva”, ha dominato molto più a destra che a sinistra. Una destra laica e democratica, come da anni esiste in Europa, in Italia rimane purtroppo ancora un sogno.La destra berlusconiana che regna oggi in Italia, sempre più arrogante e liberticida, può si entrare in conflitto con la Chiesa, come la «guerra mediatica» sul caso Boffo dimostra, ma non per difendere la laicità, bensì solo per migliorare a proprio vantaggio lo scambio, il do ut des: la testa di Boffo, tiepido e incauto critico del Berlusca, in cambio di leggi telecomandate su biotestamento, pillola abortiva, ecc. Cade la testa di Boffo, e, a suo scorno, poco dopo Bossi e Bagnasco si stringono la mano.Beninteso, il Vaticano è sempre pronto a cambiare cavallo. Il progetto del Grande Centro catto-clericale (da cui potrebbe essere attratto anche il «laico» Fini, smentendo a fatti le sue recenti parole) è sempre lì, pronto per il dopo-Berlusconi. Anche se, almeno per ora, deposte le armi, la pace Vaticania-Berlusconia sembra quasi fatta. Anche il Duce chiese la testa di don Sturzo prima di firmare il Concordato.La destra laica in Italia? &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Una «destra che non c’è».&lt;/div&gt;

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&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Michele Martelli da Micromega&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-3354537238169771925?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/3354537238169771925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/3354537238169771925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/10/il-compagno-fini-e-la-destra-laica-che.html' title='Il “compagno Fini” e la destra laica che non c’è'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2179871828584440156</id><published>2009-09-04T03:16:00.000-07:00</published><updated>2009-09-04T03:19:57.879-07:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI, Berlusconi III e la laicità dello Stato</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SqDpsZkCHSI/AAAAAAAAAEM/FZB3V2soGMM/s1600-h/berlusconi-ratzinger.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377554904065908002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SqDpsZkCHSI/AAAAAAAAAEM/FZB3V2soGMM/s200/berlusconi-ratzinger.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michele Martelli da MicroMega
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«In Italia non si può governare contro la Chiesa»: l'ha detto Berlusconi III. Per smarcarsi dalle ex-sparate a salve dei leghisti Bossi e Calderoli («Siamo pronti a sospendere il Concordato se la Chiesa continua con le sue ingerenze»). Da notare che in ambedue i casi il sottinteso inespresso è: Chiesa = Cei = Vaticano = Santo Padre (il segno = non esclude, ovviamente, secondarie contraddizioni interne all'apparato). Berlusconi, dunque, filoclericale e antilaico, favorevole alla santopadre-dipendenza dell'Italia, mezzo premier di uno Stato a sovranità limitata, e Lega anticlericale e filolaica, a difesa della sovranità e autonomia dello Stato italiano, come recita la Costituzione? Ma quando mai! Se così fosse, minimo minimo i leghisti dovrebbero sfilarsi dal governo. Da un governo succube della Chiesa, che, a detta del suo premier, può governare non contro, ma con la Chiesa, col suo placet. Seguendo i suoi consigli o applicando i suoi diktat. Dove non si muove foglia che Dio non voglia.
Quelle dichiarazioni sono probabilmente l'espressione di un trucco mediatico, un gioco delle parti, una commedia all'italiana. In cui lo stesso teatrante, alla bisogna, indossa panni diversi, rivestendosi e travestendosi a scena aperta. E infatti, nello spazio di poche ore, Bossi dichiara che la Lega è «l'unico vero partito cattolico in Italia» (un bel colpo sotto la cintura al Pdl semiciellino). E che lo aspettano ansiosi in Vaticano, per chiarire ogni cosa. Che succede? La Lega di colpo antivaticana e di colpo filovaticana, già una volta celtico-pagana e poi cattolico-papale? Croce celtica e bandiera padana dismesse, per abbracciare il Crocifisso e le insegne pontificie? Nemmeno i mulini a vento girano con tanta velocità.
Idem per Berlusconi. Ma a parti rovesciate. Da Danzica ha fatto sapere che i suoi rapporti col Vaticano sono ottimi. E intanto i suoi mezzi di (dis)informazione, con alla testa Vittorio Feltri, o Feltrusconi, come è stato definito, direttore eterodiretto del "Giornale" di famiglia del premier, fanno esplodere il «caso Dino Boffo», direttore dell'"Avvenire", il quotidiano di proprietà episcopale. La colpa di Boffo? Quella di essere eterodiretto non dal magnate di Arcore, ma dalla Cei di Bagnasco. Che, per non destare tra i fedeli troppo scandalo sul suo silenzio, ha usato la penna boffiana per abbozzare sommesse critiche ai vizi privati-pubblici del premier. E costui è insorto coi suoi "pennaioli" e i suoi telemegafoni. Convinto, o sperando, che il Vaticano si dissociasse dalla Cei. L'inusuale intervento del papa, di piena stima per Bagnasco, e, per l'"Avvenire", sembra porre fine, almeno per adesso, al "caso".
In questo anomala situazione di «pace-guerra» mediatica tra Berlusconi/Lega e Vaticano/Cei c'è una sola vittima: la laicità dello Stato. Berlusconi dà per acquisito che l'Italia sia un protettorato vaticano («non si governa contro la Chiesa; la caduta di Prodi insegna»), e Bossi rientra nell'ovile clerico-papale di «Roma ladrona». Allo scalpo di Boffo Berlusconi può anche rinunciare; ciò che davvero gli preme è la benedizione papale per non perdere l'elettorato cattolico. Ha inaugurato il suo governo con una visita-omaggio a Benedetto XVI, riverendolo in ginocchio con un doppio baciamani. E ora ha tentato la via della Perdonanza aquilana. Altre occasioni di baciamani e di perdonanze ci saranno, c'è da scommettere. Alla faccia della Costituzione! Benedetto XVI, da parte sua, respinge le intrusioni e aggressioni esterne, serra le fila, difende Cei, Bagnasco e «Avvenire» (l'incauto Boffo forse avrà le sue, a tempo debito). Ma, tramite il suo segretario di Stato Bertone e il giornale della Santa Sede, «L'Osservatore romano» (romano, legga legga la Lega!), conserva rapporti di dialogo proficuo con Berlusconi III. Che, tra bordate e sgambetti, gli garantisce tuttora l'approvazione di leggi pro Ecclesiam (fine-vita, staminali, scuola cattolica, vantaggi fiscali). Il do ut des continua, continuerà? Chissà! A meno che il governo di Berlusclonia non imploda.
O l'opposizione politica, e la società civile, non si sveglino dal letargo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2179871828584440156?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2179871828584440156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2179871828584440156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/09/benedetto-xvi-berlusconi-iii-e-la.html' title='Benedetto XVI, Berlusconi III e la laicità dello Stato'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SqDpsZkCHSI/AAAAAAAAAEM/FZB3V2soGMM/s72-c/berlusconi-ratzinger.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2206032937748998622</id><published>2009-09-01T12:33:00.000-07:00</published><updated>2009-09-01T12:41:28.688-07:00</updated><title type='text'>Chiesa e libri, 500 anni di censure</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.punto-informatico.it/punto/20080410/acl.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 321px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080410/acl.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Michele Martelli da Micromega&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;La 47a edizione della Mostra Antiquaria di Cortona (Arezzo), aperta dal 22 agosto al 6 settembre, quest’anno contiene una chicca, la sezione sui “Libri proibiti dal 1500 al 1900”: 40 libri in preziosi edizioni d’epoca, di proprietà della Libreria antiquaria di Londra Quartich e della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Proibiti da chi? Manco a dirlo! Ma dalla Chiesa cattolica romana, soprattutto, in bella compagnia con governi e Stati illiberali europei del passato. I 40 libri esposti a Cortona sono solo una minuscola parte dell’Index librorum prohibitorum, allestito sin dal 1564 dalla Chiesa romana per ordine del papa controriformista Pio IV.Questo Indice è diventato, forse per uno scherzo divino, contro la volontà dei suoi sacri compilatori porporati, un indice propagandistico di quanto di essenziale prodotto dalla cultura moderna. Basta scorrerlo velocemente per trovarvi, nelle montagne di nomi e di titoli proibiti, quelli più rappresentativi del mondo moderno, da Galilei a Darwin, da Kant a Sartre. E pressoché tutti gli autori illuministi. Ma anche Dante, Boccaccio e Ariosto. Cioè poeti e scrittori tra i primi a svincolarsi dalle catene del teologismo papale medioevale. «La santa chiesa avrìa più bisogno che per molti anni non vi fusse stampa», aveva detto un rappresentante vaticano nel 1575. Da allora i “molti anni” auspicati sono diventati quattro secoli. Quattro secoli di repressione papale della libertà di parola, di pensiero, di espressione, di stampa. È sacro obbligo della Chiesa «estirpare la mortifera peste dei libri», aveva pontificato papa Clemente XIII nel 1766, in piena epoca illuministica. E poco prima, nel 1758, nel frontespizio della nuova edizione dell’Index, papa Benedetto XIV aveva raffigurato gruppi di devoti cattolici che gettano libri sul rogo. Sì, per quattro secoli, la Chiesa ha celebrato la verità dei suoi sacri Dogmi col rogo di libri e di scrittori eretici e dissidenti. Sulle fiamme doveva perire la libertà e l’autonomia della ricerca e della ragione umana.Tra i libri proibiti esposti ai visitatori di Cortonantiquaria, due attirano particolarmente l’attenzione: il Manifesto del 1948 di Marx ed Engels, e il Defensor Pacis (1324) di Marsilio da Padova, ambedue in vecchia edizione tedesca. Il primo, vietato dalla Chiesa cattolica e dai regimi ottocenteschi di mezza Europa, divenne, per ironia della storia, la Bibbia del nuovo dogmatismo ateistico sovietico. Combattuta dalla Chiesa, l’Urss, in cui il marxismo era stato pietrificato e zarificato, della Chiesa fu la più grande imitatrice nella repressione della libertà di cultura. Prova suprema ne fu la vicenda censoria del Dottor Zivago di Pasternack, di cui a Cortona si può vedere il manoscritto pubblicato per la prima volta in traduzione italiana da Feltrinelli nel 1957. Il secondo, il Defensor di Marsilio è degno di attenzione, perché fu storicamente il primo trattato di filosofia politica sulla necessità della separazione tra Stato e Chiesa. Opera che meriterebbe di essere meglio conosciuta, letta e studiata, perché costituisce, sotto il riguardo teorico, l’atto di nascita della moderna laicità. E perciò fu vietata dai vertici della Chiesa, fino al 1966, allorché Paolo VI decise di sopprimere l’Index.Libri e autori proibiti, al rogo. Roba del passato? Ah, fosse il cielo!, verrebbe da dire. L’Index fu abolito non perché la Chiesa gerarchica si fosse convertita al principio laico della libertà di critica e di ricerca, ma perché di fronte al gigantesco sviluppo dell’editoria e del mercato librario era diventato un inutile ferro vecchio. Così come anacronistica, e condannata dalla coscienza civile, era ormai divenuta la brutale pratica inquisitoriale di bruciare libri ed eretici nelle pubbliche piazze. Ma abolito nel 1966, l’Index è stato prontamente ereditato dall’Opus Dei, che lo ha aggiornato con una lista di proscrizione di oltre 60 mila volumi. Dove spiccano, tra gli altri, i nomi di Norberto Bobbio, Umberto Eco, Gianni Vattimo, Andrea Camilleri, Woody Allen, Gore Vidal e José Saramago. Certo, l’Opus Dei non è tutta la Chiesa. Ne è però sicuramente la parte più potente, una sorta di «Chiesa nella Chiesa». Né va dimenticato che papa Wojtyla ha santificato il suo fondatore, Escrivà de Balaguer, e ha elevato l’Opus Dei a sua “Prelatura personale”. Tenuta a rispondere solo al papa. Non a vescovi e cardinali.Se ne deduce che, poiché i suoi compilatori rispondono solo al papa, anche il nuovo Index ha l’autorizzazione e il gradimento papale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla faccia della libertà di cultura!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2206032937748998622?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2206032937748998622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2206032937748998622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/09/chiesa-e-libri-500-anni-di-censure.html' title='Chiesa e libri, 500 anni di censure'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2947132404920702984</id><published>2009-06-03T13:30:00.000-07:00</published><updated>2009-06-03T13:36:21.484-07:00</updated><title type='text'>L'UNTO DEL SIGNORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788817028615"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 308px" alt="" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788817028615" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;È IN LIBRERIA&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; "L'UNTO DEL SIGNORE"&lt;/span&gt;, UN INTERESSANTISSIMO LIBRO DI PINOTTI E GUMPEL&lt;/strong&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Di Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati sull'intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste pagine, Pinotti e Gümpel ripercorrono l'avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l'inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l'Opus Dei e CL, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all'involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia. Una "santa alleanza" unisce i due poteri forti del nostro Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell'altro. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;(Nel libro è presente un'intervista a Michele Martelli).&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2947132404920702984?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2947132404920702984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2947132404920702984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/06/lunto-del-signore.html' title='L&apos;UNTO DEL SIGNORE'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-1608445679936287718</id><published>2009-01-19T10:54:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T11:06:10.702-08:00</updated><title type='text'>Di quale Stato è ministro Maurizio Sacconi?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200806images/sacconi01g.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px" alt="" src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200806images/sacconi01g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La circolare emanata dal ministro della Salute, il piddiellista ex socialista Maurizio Sacconi, che diffida qualsiasi ospedale della Struttura sanitaria nazionale a praticare l’interruzione di alimentazione e idratazione, perché sarebbe «contro legge», fa sorgere spontanea la domanda: ma &lt;strong&gt;di quale governo e di quale Stato è ministro il ministro Sacconi?&lt;/strong&gt; Dello Stato italiano o di un qualche Stato straniero?La domanda è tutt’altro che pereegrina. Esaminiamo i fatti.L’atto sacconiano è di una tempestività straordinaria; arriva poche ore prima che Eluana Englaro fosse trasferita all’ospedale di Udine; l’ovvio scopo è di ostacolarne il trasferimento. Inevitabili i dubbi, i ripensamenti, le riserve della regione Friuli e dell’equipe ospedaliera di Udine che avevano accettato di accogliere Eluana. Il suo calvario e quello della sua famiglia sembra non aver più termine. Lasciamo da parte il cinismo e la prepotenza di chi calpesta la libertà di scelta e il dolore dei coniugi Englaro, custodi delle volontà di sua figlia. E la pervicacia di c&lt;strong&gt;hi vuole continuare a torturare con le macchine un corpo martoriato, senza coscienza, in stato vegetativo permanente, definitivamente privo di una vita degna d’essere vissuta&lt;/strong&gt;. Carità cristiana se ci fosse non dovrebbe suggerire a tutti, indistintamente, compreso il ministro Sacconi e la sua sottosegretaria ultracattolica e ultraepiscopale Eugenia Roccella, compassione per chi soffre e rispetto per la libertà e dignità altrui? Ma il problema è politico. Perché per il servizio sanitario italiano interrompere le crudeli terapie ad Eluana sarebbe «contro legge»? Contro quale legge? Custode della legge italiana è la magistratura. Ma il supremo organo della magistratura, la Corte di Cassazione ha dato via libera all’interruzione delle terapie ad Eluana, tenuta, ibernata in stato vegetativo irreversibile da quasi 17 anni. E la Suprema Corte si è appellata alla suprema legge dello Stato italiano, la Costituzione repubblicana (art. 32, comma 2). Dunque: applicare la sentenza della Cassazione è costituzionalmente legale, conforme alla legge. L’atto di Sacconi invita invece a disapplicarla.D unque, di quale Stato è ministro il ministro Sacconi? &lt;strong&gt;Oggi in Italia sembra che esistano non uno, ma tre paesi: l’Italia repubblicana, Berlusclonia e la Chiesa/Città del Vaticano&lt;/strong&gt;. Il primo è quello della Costituzione ancora vigente, dove il parlamento è il potere legislativo e la magistratura il potere giudiziario. «Le leggi non le fa Sacconi, ma il parlamento», ha detto il legale di Englaro. Si riferiva all’Italia repubblicana. Dimenticava l’altra Italia, quella di &lt;strong&gt;Berlusclonia&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Uno strano paese in cui le leggi non le fa il parlamento, sempre più svuotato di potere, ma il Consiglio dei ministri&lt;/strong&gt;, che si sostituisce al parlamento e legifera a forza di decreti-leggi. Poco o nulla conoscendo di quello che approva, il governo di Belusclonia tutto e il contrario di tutto in pochi minuti approva, purché abbia l’imprimatur del suo Capo, l’Unto del Signore. Lui, che ha definito il suo governo come il paradiso. Il suo paradiso. Quello delle leggi ad personam. E dei continui strappi alla Costituzione. Tra cui l’attacco permanente all’autonomia della magistratura, il tentativo di piegarla ai propri voleri e interessi miliardari, di delegittimarne l’operato, se contrasta col suo paradiso. In questo quadro di delegittimazione si colloca il divieto di Sacconi (e di Roccella ultraepiscopale) di sospendere le terapie ai malati terminali, in netto contrasto con la Corte di Cassazione, supremo organo giudiziario della Repubblica italiana. Ma il legale di Englaro dimenticava anche &lt;strong&gt;la terza Italia: quella in mano alle gerarchie cattolico-vaticane. Che da anni rivendicano con Ratzinger «l’ingresso di Dio nella sfera pubblica», cercando di imporre al parlamento il proprio programma bioeticistico (tra cui il no all’eutanasia)&lt;/strong&gt;. Senza soste, negli ultimi tempi, la campagna mediatica di papa, vescovi e cardinali per negare ad Eluana il diritto di morire di morte naturale, finalmente sottratta a quelle infernali macchine di idroalimentazione che la tengono artificialmente in vita. Ora, se il programma di ingerenze bioeticistiche di Cei e Vaticano è in evidente contrasto con la laicità dello Stato italiano, non lo è con Berlusclonia, &lt;strong&gt;il paese di un miliardario autocrate a sua volta in conflitto mortale con l’Italia laica e democratica&lt;/strong&gt;. Un paese, al contrario di quest’ultima, abitato da ogni sorta di teocon e atei devoti, integralisti e opportunisti (pseudo)religiosi, di vecchio e nuovo conio. E guidato da &lt;strong&gt;un governo di “Signorsì al Vaticano”&lt;/strong&gt;. Disposti per esempio non solo a distruggere la scuola pubblica statale a favore di quella cattolica. Ma anche ad affannarsi a trasformare in legge dello Stato la proposta antieutanasia del “fine vita” di Bagnasco e della Cei. E col fiato alla gola. &lt;strong&gt;Per impedire a Eluana (e ad altri più di duemila malati terminali in condizioni analoghe alle sue) di morire in pace&lt;/strong&gt;. E poiché la legge non è ancora pronta, ecco l’intervento tempestivo di Sacconi. Risorge la domanda: di quale Stato è ministro il ministro Sacconi? Dell’Italia laica repubblicana, di Berlusclonia o dello Stato/Chiesa vaticano?
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Il Governo dei “Signorsì”</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.quattrobaj.com/public/stemmi/FotoVaticano.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 254px" alt="" src="http://www.quattrobaj.com/public/stemmi/FotoVaticano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Alle minacce della Cei di mobilitare le scuole cattoliche contro i tagli (140 milioni di euro per le scuole paritarie), il governo dei &lt;strong&gt;“Signorsì” al Vaticano&lt;/strong&gt; ha reagito scattando sull’“attenti!” e facendo immediato “dietrofront”. I vescovi «possono star tranquilli, dormire non su due, ma su quattro cuscini», ha detto il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas; «non volontà politica, ma solo un errore tecnico», si è scusato riverente il ciellino Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera. Ecco 120 milioni di euro già pronti. Usciti dal cilindro di prestigiatore del ministro dell’Economia teo-etica Giulio Tremonti. Perché altrimenti Tremonti avrebbe riscoperto il glorioso trinomio ventenniale “Dio patria famiglia”? Dio, qui, sta per “scuole paritarie cattoliche”, dipendenti dal placet della Cei e organizzate per lo più dalla Compagnia delle Opere cielline. Si cominciano a vedere all’opera i “nuovi professionisti e politici cattolici” di cui secondo Ratzinger la Chiesa ha bisogno. Ce ne sono già non solo nel governo (come il già citato Lupi, o il sottosegretario Alfredo Mantovani, ex Fiamma tricolore, o il ministro Raffaele Fitto e altri ex dc d.o.c.). Ma &lt;strong&gt;ce ne sono anche nelle file dell’opposizione&lt;/strong&gt;. Ed è qui la sorpresa. I finanziamenti statali alle paritarie sono stati richiesti con forza, – oltre che dalla minoranza pierferdicasinista (Giampiero D’Alia, Udc), il che non fa notizia, – anche, udite udite!, da membri e senatori del Pd, tutti fieramente ex dc ed ex margheritini, tra cui spicca il nome di Maria Coscia, ministra ombra dell’Istruzione, membro del governo ombra Veltroni. Ombre di ombre, perché ombre sono anche i ministri del governo in carica. L’unica luce è quella del “Re Sole” Berlusconi, in marcia verso &lt;strong&gt;un’inedita forma italica di autocrazia&lt;/strong&gt;. Comunque, ombre e soli a parte, sembra che centrodestra e centrosinistra, a spintoni e gomitate, si disputino i posti in prima fila dei “Signorsì” al Vaticano. E non c’è da stupirsene nemmeno troppo. In ambedue gli schieramenti operano, anche se in misura diversa, frange e componenti cattoliche più o meno integraliste. E poi, nel sostegno alle rivendicazioni scolastiche dei vescovi d’Italia, il Pd è coerente con le sue “radici”. Qualcuno non sa o non ricorda quando son nate le scuole paritarie? È presto detto: nel 2000, ad opera del governo D’Alema, che oggi non disdegna l’appellativo di ultimo comunista d’Italia, e del suo ministro della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca Luigi Berlinguer, primo predecessore di Mariastella Gelminator. D’Alema e Berlinguer? &lt;strong&gt;Uniti nell’abbraccio alla Cei&lt;/strong&gt;. Le scuole paritarie s’han da fare, caschi il mondo. O meglio, la Costituzione laica repubblicana, che recita: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato» (art. 33). E invece furono deliberate le paritarie con oneri coperti dallo Stato. E oggi i vescovi battono cassa.Qualcuno dice: «Si supponga per ipotesi che lo Stato voglia revocare a sé le paritarie. Dovrebbe spendere una somma pari a 6 miliardi di euro. Ce li ha?». Certo che ce li ha: basterebbe investire nella scuola statale l’equivalente di miliardi donati alla Chiesa sotto varie voci (esoneri fiscali, 8 per mille, ecc.). &lt;strong&gt;Un governo laico lo farebbe&lt;/strong&gt;. Ma figuriamoci! In Italia non c’è nemmeno un fac-simile di un Zapatero.  Qui, intendiamoci!, non si sostiene lo smantellamento né delle scuole statali né di quelle paritarie, che danneggerebbe centinaia di migliaia di famiglie, di studenti, di docenti e non. Le paritarie sono nate nel 2000 perché la Chiesa con le scuole private faceva in molte zone opera di supplenza dello Stato, copriva la sua assenza e le sue inadempienze.Qual era la soluzione? Investire risorse per convertire le scuole private in scuole statali. Senza dare in mezzadria alla Chiesa l’istruzione e la formazione primaria dei cittadini italiani. Col risultato di oggi: che i mezzadri sempre più si atteggiano a padroni. E allora, come evitare che a breve nascano in Italia anche scuole paritarie gestite e dirette da imam, i quali, a Milano e in altri luoghi, già applicano il diritto di famiglia previsto dalla sharia, spesso in contraddizione con la legislazione civile italiana? Ciò che si concede oggi alla Chiesa non si potrà negare domani all’Islam. Di cedimento in cedimento, &lt;strong&gt;che cosa rimarrà dello Stato laico?&lt;/strong&gt; Solo il ricordo, seppellito dalle macerie in fumo di nuovi prevedibili conflitti di religione. Non ha scritto lo stesso Ratzinger che &lt;strong&gt;«un vero dialogo tra le religioni non è possibile»?&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;
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&lt;em&gt;Michele Martelli su MicroMega&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6057115126902419225?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6057115126902419225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6057115126902419225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2009/01/soldi-alle-paritarie-il-governo-dei.html' title='Soldi alle paritarie. Il Governo dei “Signorsì”'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-6571845096810186567</id><published>2008-12-22T12:16:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T12:33:22.104-08:00</updated><title type='text'>No al crocifisso, a Ragusa applicata la Costituzione</title><content type='html'>&lt;a href="http://i4.ebayimg.com/04/i/000/c8/a9/f035_1_sbl.JPG"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://i4.ebayimg.com/04/i/000/c8/a9/f035_1_sbl.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ieri a Valladolid, oggi a Ragusa. In Spagna come in Italia. Due paesi con un pezzo di storia in comune: decenni di dittatura clerico-fascista. Poi finalmente riscattati da una Costituzione laica, liberaldemocratica. Nella città spagnola, il giudice Valentin Sastre ha ordinato qualche giorno fa la rimozione dei crocifissi dalla scuola pubblica. A Ragusa, il presidente del Tribunale Michele Duchi ha respinto la richiesta di riesporre i crocifissi nella aule giudiziarie avanzata dall’Ordine degli avvocati. Analoga a quella di Sastre la motivazione addotta dal giudice Duchi: «Il nostro è uno Stato laico, multietnico e multireligioso dove hanno gli stessi diritti ebraici, musulmani, buddisti o cattolici. E chiunque, entrando in un ufficio pubblico, ha diritto di non vedere simboli religiosi che possano disturbarlo. Lo Stato laico deve mostrarsi assolutamente imparziale». Il ragionamento non fa un grinza, è salutarmente tautologico. &lt;strong&gt;Lo Stato laico, areligioso, se privilegiasse qualche religione, non sarebbe più laico&lt;/strong&gt;. Sarebbe di parte. Tradirebbe se stesso. Quindi non lo può e non lo deve fare. Punto e basta. Ma il fanatismo antilaicista, e antidemocratico, non ha riguardo né alla logica né ai fatti. Ed ecco l’Ordine avvocatesco ragusano: «Una sciocchezza considerare una discriminazione il simbolo religioso in cui si riconosce il nostro popolo». Dunque, milioni di cittadini italiani, non credenti, o credenti in altre fedi, non fanno parte del “nostro popolo”. Sono pura “sciocchezza” incarnata. Senza diritto a credere in altri simboli, o a non credervi affatto. Altrettanto straordinariamente (il)logico il proclama della Gioventù Italiana ragusana, affiliata alla Destra di Storace, che ripete: «Il crocifisso è espressione dell’identità del nostro popolo». Del popolo, anzi del popolino di destra, ovviamente, nostalgico del ventennio. Ma aggiunge: «L’unica fonte normativa dell'esposizione del crocifisso nelle aule di udienza è la circolare emanata il 29 maggio del 1929 dall'allora ministro di grazia e giustizia Alfredo Rocco». Per la giovane vecchia Destra italiana la fonte normativa in fatto di Stato e crocifisso è il codice Rocco, promulgato dopo le “leggi fascistissime” del 1926 (soppressione dei partiti antifascisti e inizio ufficiale della dittatura). E nel clima del patto concordatario tra il Dux e il Vaticano. Quel patto che, dopo 60 anni di Italia laica e liberale, fece del cattolicesimo la religione di Stato, e del crocifisso il simbolo pubblico, assieme a quello monarchico e fascista. &lt;strong&gt;Per favore, qualcuno spieghi ai giovani vecchi destri italo-ragusani che siamo nel 2008&lt;/strong&gt;. Nel frattempo, c’è stata la Resistenza antifascista. E la Costituzione repubblicana, che riconosce la libertà e l’eguaglianza davanti alla legge di tutte le confessioni religiose (art. 3 e 8). E c’è stata anche la revisione del Concordato (1984). In virtù della quale il cattolicesimo nell’Italia laica non è più religione di Stato. Da ciò son nate in questi anni le giuste richieste di tanti cittadini per ottenere la rimozione da tribunali e scuole pubbliche di crocifissi e altri simboli religiosi. Perché, se esposti in luoghi istituzionali, sono simboli di antipluralismo e clericalismo, non di laicità. Sintomatici dell’attuale clima di deriva autocratica il diktat del sindaco berlusconide di Ragusa:«Il crocifisso dov’era rimane. E dove non c’è si metterà». Un piccolo conflitto di poteri, ma che riflette quello di ben più grosse dimensioni a livello nazionale. Da un lato il magistrato (potere giudiziario) che applica la Costituzione. Dall’altro il sindaco (potere esecutivo) che pretende sostituire alla Costituzione la propria volontà. Un Berlusconi in miniatura: «La Legge la faccio Io, Io sono la Legge». I magistrati devono sottomettersi. &lt;strong&gt;Si ricordi, signor sindaco, che nemmeno il ventennio mussoliniano riuscì a sopprimere del tutto l’autonomia della magistratura&lt;/strong&gt;. Per i processi politici il regime dovette creare un proprio braccio giudiziario, il Tribunale Speciale. A suggello di tutta la vicenda, davvero pietose, strappa-lacrime, le parole del vescovo di Ragusa: «Cristo si è immolato per salvaguardare i diritti dei più deboli. La giustizia degli uomini è una trama che riesce a prendere solo moscerini perché le realtà più forti sfondano la rete». Parole, come sempre quelle dei prelati, contorte e allusive. Mai sufficientemente chiare. Che vuol dire il vescovo? Che i grandi delinquenti (i padrini della mafia?) mai incappano nella giustizia umana, mentre i “moscerini” pagano sempre? Povericristi, come Cristo condannati “per niente”. Lasciamo almeno che si consolino con lo sguardo rivolto ai crocifissi sulle pareti dei tribunali! Perché poi possano alzarlo all’alto dei cieli, al Giudice Divino, in attesa di essere ricompensati in eterno dei torti subiti. Il crocifisso in tribunale? Una garanzia di giustizia per i poveretti nell’aldilà. Un’assicurazione di impunità per i grossi ladroni nell’al di qua. &lt;strong&gt;Se così fosse, saremmo davvero di fronte ad una logica aberrante!&lt;/strong&gt;


&lt;em&gt;Michele Martelli su MicroMega&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6571845096810186567?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6571845096810186567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6571845096810186567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/no-al-crocifisso-ragusa-applicata-la.html' title='No al crocifisso, a Ragusa applicata la Costituzione'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-5919243993115663842</id><published>2008-12-22T12:08:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T12:15:57.099-08:00</updated><title type='text'>Mumbai, terroristi in nome di Dio</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.oceaneering.com/uploadedImages/Locations/Indaia_Mumbai%20copy.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 350px; CURSOR: hand; HEIGHT: 319px" alt="" src="http://www.oceaneering.com/uploadedImages/Locations/Indaia_Mumbai%20copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’incubo di Mumbai (la vecchia Bombay inglese) è finito. Non c’è stato il temuto 11 Settembre dell’India. Quasi 200 i morti. «Volevamo ucciderne 5.000»; «il Taj Mahal doveva crollare come a New York crollarono le Torri Gemelle»; «volevamo colpire gli israeliani per vendicare le atrocità commesse contro i palestinesi», – così avrebbe confessato Azam Amir Qasab, l’unico terrorista vivo catturato. Tra le vittime del massacro, morti o feriti, gli ospiti dei due hotel internazionali Taj Mahal e Trident-Oberoi, passeggeri nella Stazione ferroviaria Chhatrapati, avventori del Leopold Cafe e membri del Centro ebraico Nariman (tre rabbini trovati morti con le bibbie insanguinate tra le mani); attaccati anche due ospedali della capitale finanziaria dell’India. Dunque, una vera follia omicida, e suicida. Dettata da che cosa? Il primo e più importante motivo è sicuramente la questione del Kashmir, regione di confine, divisa tra l’India a maggioranza induista e il Pakistan musulmano, rivendicata da entrambe. Dunque, un conflitto al tempo stesso politico e religioso. E &lt;strong&gt;quando la religione si salda con la politica, quando Dio, qualsiasi Dio, ebraico o cristiano, induista o musulmano, entra in politica, tutto è permesso&lt;/strong&gt;. Il «combattente di Dio», crociato o jihadista, apocalittico, ultraortodosso o shivaista, al pari di Dio, non ha limiti. Il nemico va annientato, con ogni mezzo, perché Dio lo vuole. Il criminale più sanguinario è strumento di Dio. Facciamo un rapido esame dell’attacco terroristico di Mumbai. Innanzitutto, a quale gruppo appartenevano gli attentatori kamikaze? Al LeT (Laskhar-e-Taiba = Esercito dei Puri), con sede nel Punjab pakistano, che confina col Kashmir, e con la regione montuosa dell’Afghanistan in mano ai Talibani e Al-Qaeda. L’attacco al Centro ebraico ortodosso di Mumbai (uno dei 4.000 centri diffusi in ogni parte del mondo), giustificato come vendetta delle «atrocità commesse dagli israeliani contro i palestinesi», si salda strategicamente ad Hamas palestinese. La volontà di sterminare, oltre agli indiani, gli stranieri, soprattutto inglesi e americani, ospiti nei due hotel, e il richiamo all’attentato alle due Torri Gemelle, rendono plausibili i legami con Al Qaeda e la sua strategia terroristica globale. E con i Talebani, gli studenti di teologia delle scuole coraniche che dal 1996 al 2001 trasformarono l’Afghanistan nella teocrazia più feroce e retriva del pianeta. Irriducibili nemici dell’Occidente, ma anche dell’India: la distruzione con la dinamite delle millenarie statue del Buddha scolpite sulla roccia del Bamiyan fu anche un atto simbolico di guerra religiosa e politica contro l’India.«L’India è diventata la prima linea del Jihad globale», ha titolato in prima pagina l’Hindustan Times. L’India: un vero e proprio “universo o multiverso religioso”, unico al mondo. Oltre alla maggioranza indù, ma frammentata in mille sette, convivono in quel paese musulmani (140 milioni), cristiani, buddisti, sikh (10 milioni: una religione che vuol conciliare induismo e islam), seguaci del jainismo e del parsismo zoroastriano (queste due ultime religioni esistono solo in India). L’India è la più grande democrazia dell’Oriente, con la più grande libertà religiosa. Magnifici templi induisti, buddisti, jainisti, moschee e chiese svettano ovunque. Ma ovunque le religioni, anche in India, convivono pacificamente, finché operano nella società civile, fuori dalla sfera politico-statuale in senso stretto. Allorché si gettano in politica, generano &lt;strong&gt;violenza e terrorismo. Prevale il Dio del Terrore. Si scatena il Terrore di Dio. Fiammeggiano le spade di Dio.&lt;/strong&gt; Non solo quelle di Allah e del Jihad globale, ma anche dell’estremismo e del nazionalismo indù. (Ma l’ideologia della violenza è tipica anche di altri gruppi religiosi estremisti, come per es. quelli ebraici israeliani o evangelici statunitensi). Il LeT stragista di Mumbai è l’Esercito dei Puri (guerrieri puri dal peccato, destinati al paradiso coranico). Un suo corrispettivo indù è lo Shiv Sena, l’Esercito di Shiva (il dio distruttore della Trimurti induista), attivisti religiosi di estrema destra che vorrebbero fare piazza pulita di 1 su 2 indiani islamici (un genocidio), tutti ritenuti assurdamente responsabili del massacro di Mumbai. Organizzati sotto simili sigle, i nazionalisti indù si sono di recente macchiati di atroci crimini contro i cristiani d’India. Un paese che, dall’assassinio del Mahatma Gandhi (1948, ad opera di un fanatico radicale indù legato ad un gruppo estremista antipakistano) ad oggi, ha conosciuto una sanguinosa storia di assassinii e stragi politiche in nome di questo o quel fanatismo religioso. Ma che, almeno finora, non sono bastati a fermare la marcia in avanti dell’India democratica.L’Europa contemporanea ha anch’essa alle sue spalle una storia di feroci conflitti e guerre di religione. Ma ne è uscita. Con la tolleranza, la democrazia e la laicità. Eppure c’è oggi chi, come i vari Magdì Cristiano Allam e Marcello Pera, punti di diamante di un nutrito gruppo di teocon e atei devoti nostrani, guardano indietro, e di quella terribile storia sembrano avere nostalgia. Il primo, da poco convertitosi dall’islam al cattolicesimo, e solennemente battezzato dal papa a S. Pietro, ha appena fondato (era questo il fine nascosto della sua conversione?) il Partito Protagonisti per l’Europa Cristiana, col viatico di monsignor Marco Malizia, cappellano militare della Guardia di Finanza, e del berlusconiano Maurizio Lupi, deputato ciellino e attuale vicepresidente della Camera. Non c’è che dire! &lt;strong&gt;Un perfetto polpettone clerico-populista di destra&lt;/strong&gt;. Il secondo, col plauso pubblico di Benedetto XVI, ha a sua volta appena conclamato in un suo libro il presunto passato liberalcristiano dell’Europa; nel 2004, berlusconiano di punta, in qualità di presidente del Senato, nel suo famoso “casuale” dialogo a distanza ravvicinata col cardinale Ratzinger, non pago della devastante guerra in atto del cristiano rinato George W. Bush contro l’Iraq, aveva cautamente ipotizzato future “guerre giuste” contro l’islam terroristico. Sull’esempio delle Crociate. &lt;strong&gt;Fortuna che la loro Europa cristiana è, finora, un’Europa soltanto immaginaria!
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&lt;div&gt;&lt;em&gt;Mchele Marelli su MicroMega&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-5919243993115663842?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5919243993115663842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5919243993115663842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/mumbai-terroristi-in-nome-di-dio.html' title='Mumbai, terroristi in nome di Dio'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-572659229737257381</id><published>2008-12-22T12:04:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T12:07:27.897-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gelmini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola privata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lacità. laicismo'/><title type='text'>Dio non si taglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://geco.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/63268/gelmini.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 450px; CURSOR: hand; HEIGHT: 325px" alt="" src="http://geco.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/63268/gelmini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Zona protetta, qui non si taglia. E neanche si riordina. I 25.694 insegnanti di religione nella scuola pubblica italiana sono al riparo dallo tsunami di tagli e proteste che l'ha investita. Anzi, sono destinati ad assumere un peso crescente, essendo le loro ore intoccabili nella generale riduzione dell'orario delle lezioni in classe. Lo dice anche la Gelmini: macché maestro unico, c'è anche l'insegnante di religione. Che alle elementari e alle materne fa due ore a settimana per classe. Solo che adesso sono due su 30 (o 40, se c'è il tempo pieno), dall'anno prossimo saranno 2 su 24: l'8,3 per cento dell'orario curricolare.Quadro orario a parte, a fare i conti in tasca alla spesa della scuola pubblica per gli insegnanti di religione si trova qualche sorpresa. A partire dal numero complessivo: in aumento costante, per le massicce immissioni in ruolo fatte negli ultimi anni. Tra il 2004 e il 2007 sono stati assunti oltre 15mila tra maestri e professori di religione. Adesso superano i 25mila, e cifra più cifra meno costano 800 milioni all'anno. Ottocento milioni pagati da tutti, incomprimibili e insindacabili. E non solo perché oggetto di un accordo sottoscritto con uno Stato estero: non è che nei patti col Vaticano siano stati scritti anche i dettagli organizzativi e burocratici, e spesso sono questi a fare la differenza. Un esempio: mentre da tutte le parti ci si affanna per razionalizzare, accorpare, risparmiare, l'insegnante di religione è attribuito rigidamente per classe. Questo vuol dire che c'è sempre, anche se solo uno studente di quella classe opta per l'insegnamento della religione. Ma anche senza arrivare al caso estremo, facciamo un'ipotesi vicina alla realtà di molti quartieri delle grandi città: se ci sono due classi con dieci studenti ciascuna che scelgono la religione, queste non si possono accorpare per quell'ora. Un meccanismo che moltiplica le ore e le cattedre. Diventa interessante, a questo punto, sapere quanti studenti scelgono l'ora di religione, per capire perché il numero degli insegnanti è cresciuto e se potrebbero essere utilizzati meglio: senonché la Pubblica istruzione questa informazione non la fornisce. È un dato che gli uffici statistici del ministero hanno, ma non è a disposizione del pubblico.Allora bisogna andare alla fonte direttamente interessata, la Cei, per sapere qualcosa. E la Cei ci dice che nella media italiana il 91,2 per cento degli studenti si avvale dell'ora di religione: si va dal 94,6 delle elementari all'84,6 delle superiori. Sembrano tantissimi. E però sono in calo dal 2000 (allora erano sul 94 per cento). Il che segnala un primo paradosso: mentre diminuiva il numero degli studenti 'avvalentisi', aumentava quello dei maestri e prof di religione. I quali sono per la maggioranza donne, quasi sempre non ecclesiastici, mediamente un po' più giovani degli altri insegnanti. Quello che la Cei non dice (e il ministero si guarda bene dal far sapere) è come sono distribuiti: si sa che nelle scuole delle grandi città e nei quartieri con maggiore presenza di stranieri le percentuali scendono molto, ma nel dettaglio non si può andare. Anche perché, qualunque numero venga fuori, vale la rassicurazione del ministro Gelmini: "Gli insegnanti di religione non si toccano". Può toccarli solo la stessa Curia che ha dato loro l'idoneità all'insegnamento, revocandogliela, anche per motivi morali o personali, come una convivenza fuori dal matrimonio o cose simili. In quel caso, si è stabilito qualche anno fa, l'insegnante di religione immesso in ruolo non perde il posto, ma può far valere i suoi titoli per insegnare altre materie: scavalcando altri precari con meno santi in paradiso.
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&lt;div&gt;&lt;em&gt;Roberta Carlini da l'Espresso&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-572659229737257381?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/572659229737257381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/572659229737257381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/dio-non-si-taglia.html' title='Dio non si taglia'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-4617672758032758728</id><published>2008-12-22T11:56:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T12:04:26.442-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stato e chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crocifisso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicismo'/><title type='text'>Stato laico e crocifissi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cittacattolica.com/upload/6022p.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 332px; CURSOR: hand; HEIGHT: 608px" alt="" src="http://www.cittacattolica.com/upload/6022p.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Alla notizia che nel Nord della Spagna, a Valladolid, il giudice Alejandre Valentin Sastre ha ordinato la rimozione dei crocifissi e altri simboli religiosi dalla scuola pubblica locale, accogliendo il ricorso, fatto nel 2005, dell’Acel (Asociatión Cultural Escuela Laica), è subito scoppiato il finimondo. Un clima quasi apocalittico, da battaglia finale contro il laicismo, la “Bestia” nera del XXI secolo. Non celesti, alati angeli del Signore, con trombe di guerra e spade fiammeggianti, sono scesi in lizza, ma i ben più terreni, grossi e grassi prelati e rossi porporati in abito talare (fiancheggiati dalle solite truppe di rincalzo teocon), dotati di potenti “armi” massmediatiche. «Questa è cristofobia»; «il crocifisso fa paura»; «sintomo allarmante di amnesia o necrosi [= stato di morte] culturale»; «perdita di identità», «autodistruzione»; «odio dell’Europa verso se stessa»: così tuona il Vaticano e l’episcopato, su stampa e tv. Perfino il rubicondo leghista Calderoli, l’ex guerriero antislamista che portava sul petto le famose vignette danesi su Maometto, si fa burbero e severo: «Attenti, col crocifisso si rimuove il simbolo della nostra civiltà!». Ma perché tanto scandalo, tanta angoscia, tanto rullare di tamburi di guerra? Il giudice Sastre non ha fatto altro che applicare la Costituzione spagnola del 1978, per la quale «lo Stato è aconfessionale». Scrive infatti nella sua sentenza: «La aconfessionalità implica la neutralità dello Stato di fronte alle diverse confessioni, perché nessuno può sentire che lo Stato, per ragioni di credo, gli è più o meno vicino». Dunque, via i crocifissi dalla scuole pubbliche, statali. &lt;strong&gt;I simboli religiosi non sono simboli di Stato&lt;/strong&gt;. Oltre che essere di parte, condizionano negativamente l’educazione civica dei giovani. Sulla stessa linea di un coerente laicismo, il governo Zapatero ha eliminato i funerali di Stato nelle chiese cattoliche, e qualsiasi simbolo cristiano negli atti ed edifici statali (escluse le scuole, che dipendono dai governi regionali). &lt;strong&gt;La cristofobia non c’entra. Il crocifisso è il simbolo religioso dei cristiani&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;non, per esempio, di buddisti e musulmani&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;né può essere riconosciuto da atei e agnostici, totalmente areligiosi&lt;/strong&gt;. «Di questo passo, ha lamentato a Radio Vaticana l'arcivescovo di Valladolid Braulio Rodriguez Plaza, dovremo chiedere il permesso per dire “Io credo in Dio e in nostro Signore Gesù Cristo”». Nessun permesso, arcivescovo, creda e preghi pure. Lei sa che lo Stato laico consente per principio la più ampia libertà religiosa, ma (perché lo dimentica?) soltanto nella società civile, cioè al di fuori delle sedi e dei luoghi pubblici/istituzionali (parlamento, tribunali, scuole e ospedali statali, ecc.). La religione? Liberi di insegnarla ai fedeli nelle sale parrocchiali o nelle scuole confessionali private (cioè non finanziate con i soldi pubblici), non nelle scuole statali (come accade purtroppo in Italia, dove il vescovo può persino nominare e revocare a suo arbitrio l’insegnante di religione cattolica pagato dallo Stato). Chi grida al presunto scandalo di Valladolid è in realtà un «laicofobo», un nemico dello Stato e della civiltà laica. E poi, che dire ancora della solita solfa sulle “radici cristiane” dell’Europa, sul suo presunto odio di sé, sulla sua identità perduta? Chi afferma che l’Europa moderna, liberale e democratica, è, nella sua essenza, cristiana, non dovrebbe dire, di conseguenza, che anche il cristianesimo è liberale, e democratico? Ma quanto mai! Lo ha chiarito a suo tempo lo stesso Ratzinger: «La Chiesa non è democratica, ma gerarchica». Una piramide, in cui tutto il potere discende dall’alto, dal vertice papale. Non è una scoperta che la Chiesa, dal Concilio di Trento al Vaticano II, passando per il Sillabo di Pio IX, è stata irriducibilmente &lt;strong&gt;antiliberale, e antidemocratica&lt;/strong&gt;. L’unica libertà che il papato riconosceva era la libertà (illiberale) di sottomettersi all’infallibile Verità di Cristo (e del suo Vicario romano). E poi, posto che la modernità sia cristiana, risalendo di radice in radice, non si dovrebbe concludere che anche il cristianesimo è ebraico (Gesù era ebreo), e che l’ebraismo, a sua volta, è egizio (“Mosé era egizio”, veniva dall’Egitto), o, meglio, egizio-mesopotamico? Posta tale catena di equivalenze, l’Europa cristiana sarebbe, in fondo in fondo, egizio-mesopotamica. Per non andare oltre. La storia verrebbe schiacciata sulle origini, il presente sul passato. Nihil sub sole novum! E invece è vero il contrario. Il liberalismo e il laicismo dell’Europa democratica è un novum historicum, certo arricchito e contaminato da elementi e apporti di culture del passato (compreso quello cristiano medioevale), ma non per ciò meno nuovo, meno storicamente nuovo. E ha potuto affermarsi nel mondo moderno solo sconfiggendo l’oscurantismo cristiano-papale. E forse a questo anche pensava il giudice di Valladolid, nella Spagna zapaterista uscita appena da un trentennio dall’incubo cattolico-franchista. &lt;strong&gt;L’Europa d’oggi (liberaldemocratica) è ciò che non sarebbe se fosse (rimasta) cristiana&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Michele Martelli su Micromega&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-4617672758032758728?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/4617672758032758728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/4617672758032758728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/stato-laico-e-crocifissi.html' title='Stato laico e crocifissi'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-6031885743929500071</id><published>2008-12-22T11:50:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T11:56:08.519-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ratzinger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stato e chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pera'/><title type='text'>Pera e Ratzinger contro la laicità</title><content type='html'>&lt;a href="http://democrazianeocon.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/democrazianeocon/pera-ratzinger.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" alt="" src="http://democrazianeocon.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/democrazianeocon/pera-ratzinger.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Dialogo tra &lt;strong&gt;Marcello Pera e Joseph Ratzinger&lt;/strong&gt;. Perfomance pubblica in due Atti. Il Primo Atto? Le due rispettive conferenze sulle “radici cristiane dell’Europa”, tenute in rapida successione da Pera, allora presidente del Senato, alla Pontificia Università Lateranense, il 12 maggio 2004, e da Ratzinger, allora Prefetto della Fede, nella Sala del Capitolo del Senato, il 13 maggio 2004. Due alti rappresentanti politici, dello Stato italiano e dello Stato Vaticano, ospitati l’uno dalle strutture istituzionali dell’altro. Uno scambio combinato, frutto di un’abile messinscena e di un’occulta regia? Oppure mera casualità, come giurava Pera? Indubitabile comunque la convergenza dei due discorsi. Pera rivendicava, come Ratzinger, le “radici cristiane” e antirelativistiche dell’Europa, invocando, elmo in testa, la “guerra” (non solo culturale) contro l’islam. Ratzinger, a sua volta, invitava l’Europa a ricongiungersi al suo passato cristiano, aprendo le porte al “reingresso di Dio [= della Chiesa gerarchica romana] nella sfera pubblica politica”. Due tattiche, diverse e complementari, &lt;strong&gt;contro l’Europa laica e liberaldemocratica&lt;/strong&gt;. Oggi. Secondo Atto del Dialogo. Gli argomenti sono più avanzati. Pera, non più presidente del Senato e non più senatore: “Perché dobbiamo dirci cristiani”. Ratzinger, nel frattempo divenuto papa Benedetto XVI: “Non v’è liberalismo senza Dio” (come ha titolato il “Corriere della sera” di oggi la lettera papale pubblicata in apertura al nuovo libro dell’ex senatore). La vecchia convergenza è quasi diventata identità di vedute. Per Pera «dobbiamo dirci cristiani» perché tutti i valori moderni, liberali e democratici, derivano dal cristianesimo; un “liberalismo anticristiano” sarebbe un controsenso disfattista; dunque in ogni questione (dalla bioetica all’immigrazione e alla multiculturalità) non si può che o essere cristiani (se si ha la fede), o agire come se lo fossimo (veluti si Christus daretur). Non c’è via di mezzo. Dunque, gli islamici, o altrimenti credenti, vanno ributtati in mare, o ridotti a minoranze silenziose, ininfluenti? I non-cristiani e non-credenti messi alla gogna? Chi si oppone ai diktat vaticani, come Beppino Englaro, è il nuovo eretico? I medici abortisti vanno isolati e magari perseguiti penalmente? E i farmacisti che vendono i contraccettivi? E gli scienziati che “non mettono il lucchetto [pontificio] al loro cervello” (Rita Levi Montalcini)? E le coppie di fatto? &lt;strong&gt;È chiaro: la liberaldemocrazia di Pera è la vecchia teocrazia riverniciata&lt;/strong&gt;. Sarebbe il caso di dire, se non fossimo laici, anzi laicisti: Dio ce ne guardi! Benedetto XVI nella sua breve lettera approva e radicalizza ulteriormente le tesi dell’ex senatore. «Dio è il fondamento della libertà»; dunque, senza Dio, che è fondamento (ma chi o dov’è il fondamento del fondamento del fondamento?), non c’è libertà, né teoria liberale della libertà. Né, di conseguenza, i diritti umani, civili e politici, che dal liberalismo prendono avvio. &lt;strong&gt;Un Dio fondamentalista!&lt;/strong&gt; O con me o contro di me! «Un vero dialogo interreligioso non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi. Le decisioni religiose di fondo esulano dal confronto pubblico»; solo un «dialogo interculturale» è possibile. Ma se è così, ogni credente è intrappolato nella gabbia delle proprie Verità di fede. &lt;strong&gt;Il dialogo interculturale diventa una farsa. Oppure si risolve in tragedia&lt;/strong&gt;. Dalle premesse delle proprie Verità di fede, ogni religione ricava le proprie Verità politiche ed etiche. Sulle quali, se manca l’accordo, non può esserci che conflitto e “guerra”. E su matrimonio, adulterio, sessualità, scuole e insegnamento, legislazione politica e civile, non sempre si è d’accordo. Chi ha ragione?Per lo Stato laico, liberaldemocratico, la libertà, anche religiosa, è possibile, se c’è pluralismo. E il pluralismo è possibile, quando lo Stato non parteggia per nessun Dio. Se Dio, qualsiasi Dio, è tenuto fuori dalla politica. Libere le religioni, ma nel quadro democratico-costituzionale del rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno. &lt;strong&gt;Senza leggi ad personam, nemmeno religiose.&lt;/strong&gt;


&lt;em&gt;Michele Martelli su MicroMega&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6031885743929500071?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6031885743929500071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6031885743929500071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/pera-e-ratzinger-contro-la-laicit.html' title='Pera e Ratzinger contro la laicità'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-8711145639198859797</id><published>2008-12-22T11:45:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T11:50:16.424-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ratzinger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tremonti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiesa e stato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><title type='text'>Tremonti sulla via di Damasco</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilpiave.it/IMGART/280607/TREMONTI.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 417px; CURSOR: hand; HEIGHT: 336px" alt="" src="http://www.ilpiave.it/IMGART/280607/TREMONTI.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In simultanea con le celebrazioni vaticane di Paolo di Tarso, &lt;strong&gt;anche il ministro Tremonti è stato forse folgorato sulla via di Damasco?&lt;/strong&gt; La “voce” che pare gli abbia parlato non lo ha certo aereotrasportato in mistico volo nel terzo o quarto cielo, ma di sicuro liberato dall’inferno del “neoliberismo mercatista”. Non la voce di un angelo del Signore, ma quella del prefetto Ratzinger. Tremonti? Un &lt;strong&gt;«laico ratzingeriano»&lt;/strong&gt;, lo ha definito Cossiga. Forse meglio chiamarlo l’ultimo «ateo devoto», in gara col foglista Ferrara per conquistare la palma del più devoto e meno ateo dei nostrani atei devoti. Due le mirabolanti scoperte del Tremonti folgorato da Ratzinger: a) l’economia non può fare a meno dell’etica; b) l’Italia ha bisogno della triade “Dio, patria, famiglia”. La prima scoperta l’ha fatta (o gli è stata suggerita da Oltretevere?) rovistando tra le vecchie carte stampate dell’ex Prefetto della Fede. Che cosa trova? Sorpresa: un articolo prefettizio del 1985 su “Church and Economy in Dialogue”. Nella sua prolusione di qualche giorno fa all’Università Cattolica di Milano, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, Tremonti ha citato l’articolo come una profezia: scissa dall’etica della Church (= Chiesa cattolica), l’economia è votata al collasso e all’implosione. Profezia che oggi si sta appunto avverando. Onde la conversione del ministro dal “neoliberismo mercatista”, e dalla «finanza allegra», di cui egli è stato l’inventore in Italia, all’“economia sociale di mercato”, ad una sorta di “social-mercatismo”. Che però di “sociale” ha ben poco. A meno che Tremonti non pensi allo “Stato sociale” del ventennio. &lt;strong&gt;Quale infatti la ricetta del ministro per salvare le banche dal crack finanziario? Coprire i loro debiti con i soldi pubblici, cioè nostri&lt;/strong&gt;. Così il Duce ci fece uscire dalla crisi del 1929: statalizzando le perdite e privatizzando i guadagni. Aggiungere alla ricetta tremontiana qualche ingrediente preso in prestito dalla dottrina etica e sociale della Chiesa, non cambierebbe di molto i risultati. E poi, al di là delle astratte prediche moralistiche, &lt;strong&gt;forse che la potenza economica e finanziaria della Chiesa e del Vaticano non si è adeguata alle stesse leggi del capitalismo globale?&lt;/strong&gt; Forse che la gerarchia vaticana ha mai eticizzato l’attività economica, la propria e l’altrui? Chi non ricorda, tra l’altro, lo scandalo Banca Vaticana (Ior) - Banco ambrosiano, protagonisti i “tre banchieri di Dio”, il cardinale Paul Marcinkus, Roberto Calvi e Michele Sindona, con l’appoggio esterno, ma non tanto, della P2 di Licio Gelli? La seconda scoperta, la triade “Dio, patria, famiglia”, annunciata da Tremonti all’ultimo meeting Cl riminese, è certamente anch’essa illuminata dalla luce del magistero papale. La triade, con significati opposti, fu invocata, come noto, da Mazzini e dal Duce. Ma non ad essi pensava probabilmente Tremonti a Rimini. Ma allora a chi se non al papa, al secondo papa, dopo Wojtyla, caro a Cl e all’integralismo religioso? “Dio”: il Dio ratzingeriano che entra nella «sfera pubblica, politica». “Patria”: l’Italia, o l’Europa, delle “radici cristiane”, del ritorno alla Christianitas versus l’islam. “Famiglia”: la famiglia del Compendio catechistico di Ratzinger, tradottosi negli ultimi anni in precise proposte legislative (sull’aborto, l’eutanasia, la procreazione assistita, i Pacs o Dico). In violazione del Concordato e della laicità dello Stato italiano. Su tali proposte è caduto il governo Prodi, privo dell’appoggio e della benedizione della Cei ruiniana e della Santa Sede. L’attuale governo ha capito la lezione, e si è subito allineato, docile e obbediente (vedi i salamelecchi e i baciamani del neoeletto Berlusconi in visita al Vaticano). Si è letto che in uno dei numerosi progetti legislativi del governo sul “fine vita” di Bagnasco, cioè contro l’eutanasia, si cita anche l’autorità spirituale di papa Ratzinger. Per i fondamentalisti, un governo “unto dal Signore”? Comunque, &lt;strong&gt;sembra che con Tremonti sia stato folgorato l’intero governo&lt;/strong&gt;. Ma non sulla via di Damasco, bensì &lt;strong&gt;sulla via che porta a Città del Vaticano.
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&lt;div&gt;&lt;em&gt;Michele Martelli su MicroMega&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-8711145639198859797?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/8711145639198859797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/8711145639198859797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/tremonti-sulla-via-di-damasco.html' title='Tremonti sulla via di Damasco'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2427682067684329907</id><published>2008-12-07T16:27:00.000-08:00</published><updated>2008-12-07T16:32:39.645-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='islam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='multiculturalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sharia'/><title type='text'>Sharia islamica, multiculturalismo e laicità</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.planetmole.org/wp-content/uploads/2007/04/sharia.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 291px" alt="" src="http://www.planetmole.org/wp-content/uploads/2007/04/sharia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;È accaduto in Francia. La Corte di appello di Douai ha cancellato la sentenza di primo grado con cui un giudice di Lille aveva annullato il matrimonio tra due francesi musulmani di origine marocchina. Motivo dell’annullamento? La notte delle nozze il marito aveva scoperto che la moglie non era vergine. Nella prospettiva del multiculturalismo, il marito ha ragione. C’è una pluralità di culture, tra di loro incomparabili; ogni cultura ha le sue norme e regole, di uguale validità e applicabilità. Nel caso specifico, se la giovane sposa non è vergine, per la sharia, la legge islamica, il matrimonio non è valido. Quindi va annullato. Il giudice di Lille non ha certo applicato la sharia. Ma ha scovato nel codice civile francese la norma («un errore sulle qualità essenziali del coniuge»), che fosse consona allo spirito della sharia. Ma così facendo, ha in realtà male interpretato la norma. Per il codice francese la non-verginità non è, ovviamente, una «qualità essenziale» nella vita sessuale dei coniugi, né per la moglie né per il marito. Nei casi limite, il multiculturalismo entra in conflitto con sé stesso. &lt;strong&gt;O la sharia o la legislazione civile laica&lt;/strong&gt;. Tertium non datur. Altrimenti, si cadrebbe nella caricatura del relativismo culturale fatta da Ratzinger: se tutte le culture fossero valide nella stessa misura, nessuna lo sarebbe davvero. Compararle criticamente, elaborare criteri di preferenza, scegliere, sarebbe assurdo. E come Annibale alle porte di Roma, il nichilismo minaccerebbe la nostra civiltà laica. &lt;strong&gt;Laicità non è assenza, o indifferenza valoriale, ma costruzione critica e scelta consapevole di valori&lt;/strong&gt;. Tra la sharia, che presuppone l’inferiorità della donna, e la legislazione democratica, che stabilisce l’uguaglianza dei cittadini, indipendentemente dal sesso, come non selezionare il meglio dal peggio per salvaguardare la dignità individuale e la convivenza civile? Non farlo, equivarrebbe ad arrendersi all’offensiva dei fondamentalismi religiosi. Dai quali i valori laici (libertà e uguaglianza dei cittadini, autodeterminazione individuale, diritti umani), frutto di lotte secolari, sono oggi sistematicamente calpestati. Gli Stati arabi hanno approvato due convenzioni, ambedue ispirate alla Carta dell’Onu del 1948, ma con la riserva invalidante che non siano in contrasto con la sharia. Lo dice espressamente la “Dichiarazione del Cairo sui diritti umani nell’Islam” (1990): «Articolo 24. Tutti i diritti e le libertà enunciate nelle presente Dichiarazione sono soggette alla sharia islamica. - Articolo 25. La sharia islamica è la sola fonte di riferimento per l'interpretazione di qualsiasi articolo della presente Dichiarazione». E lo ripete nel preambolo la “Carta araba dei diritti dell’uomo” (1994). Da ciò, per quanto riguarda la condizione della donna, l’imposizione del velo, della verginità prematrimoniale, del divieto di adulterio (pena la lapidazione pubblica), fino alle misure estreme dell’Afghanistan (pro)talebano, dove si imprigiona la donna in casa e nel burqa. È recentissima la notizia di una studentessa afghana di Kandahar finita in ospedale col viso ustionato mentre e perché si recava a scuola. Era completamente imburqata, ma troppo poco per i suoi fanatici aggressori, armati di pistola carica di acido solforico. &lt;strong&gt;La donna non ha diritto all’istruzione. Non può ricoprire nella società ruoli pubblici e dirigenziali&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Segregata dentro le mura domestiche: solo madre, moglie, figlia, sorella&lt;/strong&gt;. Con funzione esclusivamente riproduttiva. Una volta così la pensavano, anche da noi, le gerarchie cattoliche (da quelle della Chiesa costantiniana a quelle del Concilio tridentino fino ai Santissimi Papi Pii IX, XI e XII: proles, fides, sacramentum, inferiorità della moglie e obbedienza al marito). Ma sono stati messe alle corde dal progresso civile e dal secolarismo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;L’emancipazione femminile non si è fermata.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;Michele Martelli&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2427682067684329907?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2427682067684329907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2427682067684329907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/sharia-islamica-multiculturalismo-e.html' title='Sharia islamica, multiculturalismo e laicità'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-1639753313716292892</id><published>2008-12-03T12:51:00.000-08:00</published><updated>2008-12-03T12:57:02.527-08:00</updated><title type='text'>Il Vaticano va alla guerra</title><content type='html'>La Suprema Corte ha deciso. Le terapie ad Eluana Englaro possono essere sospese. Il padre Beppino ha commentato: «Ce l’abbiamo fatta!». Ma&lt;strong&gt; il Vaticano è sempre più in guerra&lt;/strong&gt;. Una guerra interna, in Italia, che le gerarchie pontificie considerano il cortile di casa, contro le più alte autorità istituzionali. E una guerra esterna, contro Barack Obama, il neo presidente della più grande potenza mondiale. Sempre su aborto, eutanasia e cellule staminali embrionali. Due fronti della guerra bioeticistica del Vaticano &lt;strong&gt;contro la scienza, la democrazia e l’etica laica&lt;/strong&gt;. Dichiarazioni arroganti e avvertimenti minacciosi che fanno accapponare la pelle. Prima e dopo la decisione della Suprema Corte. E prima e dopo l’elezione di Obama. Cardinale Javier Lozano Barragán: «Il no alle sperimentazioni vale per tutti», scienziati e politici, Obama incluso. Cardinale Francis George, presidente della Conferenza episcopale statunitense: «Il bene comune impone che coloro che attendono di nascere non siano uccisi legalmente». A chi parla George con tanta sicumera? Ad Obama, che ha promesso agli americani che lo hanno eletto, compreso il 54% dei cattolici, di estendere la legalizzazione dell’aborto. In quella sicumera vescovile, sinora mai espressa nei confronti di un presidente americano appena eletto, non sembra di avvertire un’eco di quella «carineria» sottilmente razzistica dell’«abbronzato» burlesconio? Ancora l’ineffabile Barragán, assertore col Vaticano dell’eutanasia come una forma di assassinio: «Una cosa mostruosa»; «Privarla dell’alimentazione significa ammazzarla» (avvertimento ai giudici della Corte di Cassazione ancora riuniti in camera di consiglio per decidere su Eluana). Salvo a fare lo gnorri subito dopo: «Parlavo in generale, non volevo intervenire in una vicenda politica». Adesso almeno sappiamo da quale scuola millenaria Berlusconi ha imparato l’arte di negare, un attimo dopo, di aver detto quello che ha detto un attimo prima! Ed ecco infine l’«Avvenire» piangere lacrime di coccodrillo sulla sorte di Eluana. Sfogliando le pagine del quotidiano sono ben in mostra le foto di Eluana prima dell’incidente, bella, vitale, giovane e sorridente. &lt;strong&gt;Mai l’immagine tragica di un corpo irriconoscibile, in stato vegetativo, segnato da morte cerebrale, in coma irreversibile, da 18 anni giacente in un lettino d’ospedale, a strazio permanente dei suoi genitori&lt;/strong&gt;. Come se il pietoso lasciar morire di morte naturale un corpo martoriato e oramai senza più coscienza equivalesse al barbaro assassinio di una giovane piena di vita e di speranze! Allo stesso modo, l’equivoco linguaggio bioeticistico cattolico equipara a “persona” l’embrione appena concepito, del tutto privo di sistema neurocerebrale e di coscienza. Linguaggio ancora più assurdo, allorché si pretende di vietare la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali in esubero. Anche loro “persone”. Milioni di “persone” da battezzare?Nessuno può sostituirsi ad Eluana, decidere al suo posto! Gridano le Eugenie Roccelle filoclericali. Nessuno, &lt;strong&gt;ad eccezione delle gerarchie vaticane&lt;/strong&gt;. Che, oltre che ad Eluana, e ai suoi genitori, e alla Suprema Corte, amano sostituirsi anche agli scienziati. Simili a stregoni postmoderni, pretendono di possedere il mistero della vita e della morte. &lt;strong&gt;Per imporre alla scienza confini, regole e divieti&lt;/strong&gt;. Un esempio dei loro diktat? Idratazione e alimentazione con sofisticati preparati biochimici per impedire artificialmente la morte ad un malato terminale sarebbero la stessa cosa dell’acqua e del cibo somministrati ad un neonato o ad un normale degente. Non sarebbe meglio imparare a rispettare in silenzio la difficile, angosciosa, autonoma libertà di scelta di chi è in situazioni tanto drammatiche? O di chi è stato da lui delegato a rappresentarlo?

&lt;em&gt;Michele Martelli&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-1639753313716292892?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1639753313716292892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1639753313716292892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/12/il-vaticano-va-alla-guerra.html' title='Il Vaticano va alla guerra'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-7234688980316154848</id><published>2008-11-27T16:48:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T16:57:20.037-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santo sepolcro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiesa e stato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='assolutismo'/><title type='text'>Santo Sepolcro, maxirisse e assolutismi religiosi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/santo_sepolcro.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 260px; CURSOR: hand; HEIGHT: 182px" alt="" src="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/santo_sepolcro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gerusalemme. Tempio del Santo Sepolcro. Come da canovaccio, maxirissa di monaci e preti, armeni e greci, tutti cristiani ortodossi. Non li ferma nemmeno il rischio della blasfemia. &lt;strong&gt;Si sputano, scazzottano e bastonano&lt;/strong&gt;. Irreali, come in un fumetto. Una farsa risibile, esilarante, che ha fatto il giro del mondo. Godibile in ogni blog e tv. Ma la gustosa vicenda suggerisce due riflessioni. A) La pluralità insuperabile dei cristianesimi. Non esiste il Cristianesimo (con la maiuscola!), ma tanti cristianesimi, diversi, divisi e, ieri come oggi, in conflitto. Solo così si spiega il paradosso di frati e preti cristiani di varia matrice che da sette secoli si azzuffano inferociti, con in mano ceri, arredi sacri e crocifissi, e ieri anche con spade e pugnali, in modo blasfemo, nel luogo sacro più simbolico della cristianità. Ognuno in nome del proprio Cristo disconosce e combatte gli altri. Come il papato romano, che promosse due secoli di Crociate per la conquista del Santo Sepolcro. La peggio l’ebbero non i turchi in armi, ma i cristiani ortodossi d’Oriente, vittime spesso indifese di violenze d’ogni genere (gli storici parlano di episodi raccapriccianti di bambini cotti vivi allo spiedo dai Crociati). Successivamente, il Tempio fu venduto dai musulmani pezzo per pezzo ai cristiani di sette eterogenee, che ancora se lo disputano. &lt;strong&gt;Il Cristianesimo? Mille e uno cristianesimi&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Ciascuno convinto di possedere l’assoluta Verità.&lt;/strong&gt; Come quel detersivo che fa il mio bucato più bianco del tuo. Ma se si può trovare una Verità sempre più vera dell’altra, ogni assolutismo relativizza quello altrui. In un processo all’infinito. La storia dei cristianesimi è il trionfo del relativismo. Con buona pace di Ratzinger. Il cattolicesimo? Un relativismo che si vergogna. B) L’irrazionalità degli assolutismi religiosi. Per dirimere le discordie tra i cristiani del Tempio, da sette secoli due famiglie musulmane ne posseggono le chiavi. I musulmani più ragionevoli e laici dei cristiani? Ma quanto mai! &lt;strong&gt;L’islam è intoccabile, vietate critiche, opinioni e apostasie.&lt;/strong&gt; I filosofi razionalisti, detti Mutaliziti, furono sterminati dai califfi. A proposito del Santo Sepolcro, si racconta di un musulmano, che, nel giorno del miracolo del Fuoco Sacro (a Pasqua i ceri della sacra tomba si accenderebbero per autocombustione), cadde da un pinnacolo e rimase illeso: si convertì, ma fu decapitato sul posto dalle guardie del califfo. &lt;strong&gt;Ciò che è “miracoloso” per una religione, per l’altra è un imbroglio&lt;/strong&gt;. Sono noti gli scontri frequenti tra arabi ed ebrei per il controllo, a Gerusalemme, della Spianata delle Moschee (lì sorgeva anche il Tempio ebreo distrutto dai romani nel 70 d.C.). Il possesso anche simbolico di un luogo sacro è, ed è stato spesso, un inevitabile casus belli. Dalla passeggiata dell’ex primo ministro Ariel Sharon sulla Spianata partì, per reazione, la Seconda Intifada, nel 2000. Dalle maxirisse alle guerre, il passo è breve. &lt;strong&gt;Ogni religione difende con tutti i mezzi la propria esclusiva assolutezza&lt;/strong&gt;. Contro i reprobi, i nemici e i fomentatori di disordini. La Chiesa romana dipinge l’arcangelo Michele nelle vesti di un guerriero che brandisce alta nella mano la sciabola vendicatrice. Ne ha fatto il simbolo dei milites Christi. Per Pio XII era anche il protettore della polizia scelbiana. Ancora ieri, in occasione di una Mostra micaelica approntata dal Dipartimento di studi cristiani dell’Università di Bari, l’“Avvenire” menzionava i luoghi garganici dove era passato S. Michele. Sì. Un arcangelo itinerante in grotte e gallerie. &lt;strong&gt;Chi l’ha visto?
&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;em&gt;Michele Martelli&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-7234688980316154848?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/7234688980316154848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/7234688980316154848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/santo-sepolcro-maxirisse-e-assolutismi.html' title='Santo Sepolcro, maxirisse e assolutismi religiosi'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-78587398629027026</id><published>2008-11-26T10:50:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T16:57:47.292-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pio XII'/><title type='text'>Pio XII, laicità assente e scheletri negli armadi</title><content type='html'>&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/d/d0/Foto_PioXII.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 350px" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/d/d0/Foto_PioXII.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Sulla beatificazione di Pio XII decide la Chiesa»: lo ha detto con tono perentorio il cardinale Tarcisio Bertone. Ma è davvero soltanto una decisione interna alla Chiesa? O la questione è più complessa? Intanto, forse sarebbe stato meglio precisare che a decidere non è la Chiesa genericamente intesa, ma le sue alte gerarchie che governano anche la Città del Vaticano, di cui il cardinale Bertone è segretario di Stato (carica tecnicamente equivalente a quella del primo ministro italiano). La precisazione non è peregrina. Chi si oppone infatti a Pio XII santo? Lo Stato d’Israele e molti rabbini e comunità ebraiche. E per un motivo noto: &lt;strong&gt;l’abnormità ponziopilatesca di Pio XII sull’antisemitismo nazista e sulla Shoah&lt;/strong&gt;. La commissione vaticana istituita da Benedetto XVI per studiare e riferire sull’operato di papa Pacelli sostiene invece che si sia trattato di un’oculata scelta di prudenza politica per aiutare i perseguitati. Nella settima sala del museo storico Yad Vashem, nella “galleria degli ingiusti”, a Gerusalemme, c’è un pannello in cui sotto la foto di Pio XII si legge una didascalia, ritenuta offensiva dal Vaticano, che &lt;strong&gt;condanna il papa per il suo «silenzio» e «assenza di linee guida» nella denuncia della Shoah&lt;/strong&gt;. Il processo per la beatificazione di papa Pacelli è quindi al centro di un complicato intreccio di questioni, religiose e politiche insieme. Con reciproche e simmetriche ingerenze. Il Vaticano e le gerarchie cattoliche respingono l’indebita intromissione dell’ebraismo e del governo israeliano (di cui si è fatto portavoce il ministro Herzog) nella causa di beatificazione di Pio XII. Ma Israele e l’ebraismo respingono a loro volta l’intromissione del Vaticano e delle gerarchie cattoliche, che chiedono la rimozione della foto con didascalia di Pio XII dal museo Yad Vashem. Sulla lista dei “giusti” e degli “ingiusti” in relazione alla Shoah, sono loro a decidere sovranamente. In tutta la vicenda, la grande assente è la laicità, il principio di separazione tra Chiesa, o religioni, e Stato. Israele è uno Stato laico, con una società civile pluralista e multireligiosa (ebrei, musulmani, cristiani, non credenti), o uno “Stato ebreo”? Se è laico, perché assume il punto di vista ebraico dello Yad Vashem? D’altra parte, Pio XII non è stato solo papa, ma &lt;strong&gt;papa-re&lt;/strong&gt; (come oggi Benedetto XVI), capo della Chiesa cattolica e monarca dello Stato vaticano. Se fosse stato solo papa, dedito alla predicazione religiosa e morale, probabilmente non sarebbe andato a finire in effigie allo Yad Vashem. Privo di preoccupazioni mondane, estraneo al potere e ai compromessi politici, non gli sarebbe forse mancato il coraggio di denunciare con forza gli orrori del nazifascismo. Ma era papa e re, con uno Stato/Chiesa legato al nazifascismo da Concordati (del 1929 con Mussolini, e del 1933 con Hitler), quindi fortemente condizionato da logiche di potere.La santificazione di un papa è faccenda interna alla Chiesa. Del resto, già in vita il papa, Christi Vicarius, è chiamato Sua Santità. Nessuna meraviglia che sia santificato anche dopo la morte. Ma come distinguere il papa dal re, l’uomo religioso dal politico? Impossibile. Non si può essere santo nel privato, e il contrario nella sfera pubblica. Tanto è vero che la commissione vaticana difende sia l’alto magistero spirituale di Pio XII, sia il suo operato pubblico, politico. Ma la politica appartiene al mondo, e al giudizio del mondo è soggetta. &lt;strong&gt;Perché Benedetto XVI non apre gli archivi vaticani agli studiosi di tutto il mondo?&lt;/strong&gt; Ma subito, non tra sei o sette anni, o alle calende greche. E integralmente, senza nulla occultare. Così, seppure nell’inevitabile conflitto delle interpretazioni, la verità storica su Pio XII potrebbe faticosamente emergere. &lt;strong&gt;A meno che non ci siano “scheletri negli armadi”.&lt;/strong&gt;
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Prima del voto, la Conferenza episcopale statunitense ha elaborato un documento in 7 punti, dal titolo “Forming Cosciences for Faithful Citizenship” (Formare le coscienze per una cittadinanza credente). Da notare, di sfuggita, l’aggettivo “credente” al posto di “cattolico”. Come se negli Usa, dove c’è una grande pluralità e varietà di fedi religiose, “cattolico” fosse sinonimo di credente! Una vera mistificazione! Tra i 7 punti, risultavano prioritari il diritto alla vita e la difesa della famiglia, ossia il &lt;strong&gt;no all’aborto, all’eutanasia e alla regolamentazione delle coppie di fatto&lt;/strong&gt;, soprattutto gay. Erano criteri guida per orientare il voto cattolico (67 milioni di elettori, il 22% dell’elettorato). Ma a favore di chi, di Barack Obama o di John McCain? La domanda appare retorica, se si pensa ai “temi etici” del programma di governo dei due candidati. Quello di McCain? Contro l’aborto, l’eutanasia, le nozze gay e la ricerca sulle cellule staminali: identico al programma attuato dal cristiano rinato Bush, che, pur appartenendo alla chiesa metodista, non a caso fu eletto nel 2004 col 51% dei voti cattolici. Opposta invece la posizione di Obama. Sul tema dell’aborto in particolare, il neo presidente è, ed era da senatore, favorevole all’approvazione del cosiddetto Foca (Freedom of Choice Act, Atto di Liberta di Scelta), una proposta di legge per eliminare le attuali limitazioni al diritto di aborto imposte da Bush. Su questo punto, gli americani sono divisi in due grandi gruppi: i “pro-choise”, favorevoli al diritto delle donne di scegliere o no di abortire, e i “pro-life”, difensori della vita, antiabortisti. Ma non tutti i cattolici sono pro-life. Joseph Biden, il neoeletto vice di Obama, è cattolico, ma pro-choice (perciò il suo vescovo lo ha minacciato di scomunica, vedremo che cosa succederà). Come Biden, la maggioranza dei cattolici americani, votando questa volta, a quanto sembra, democratico, &lt;strong&gt;si sono smarcati dai loro vescovi&lt;/strong&gt;. Mostrandosi, almeno in questo caso, “adulti”, “maggiorenni”, cioè capaci di scegliere in autonomia e libertà di coscienza. Senza essere imbeccati. Un esempio per quei cattolici italiani che sono visceralmente dipendenti dalle direttive politiche vescovili. Il nostro problema non è solo l’interventismo politico della Chiesa cattolica nella sfera legislativa e parlamentare, il che viola il Concordato e offende la laicità dello Stato. Ma è anche e forse ancora di più la servile, e spesso elettoralmente calcolata e opportunistica &lt;strong&gt;vescovo-dipendenza&lt;/strong&gt; di tanti cattolici, soprattutto di quelli che fanno politica, nel centrodestra e nel centrosinistra. Barack, come Baruch (ebraico), significa Benedetto. Lo stesso nome scelto da papa Ratzinger. I cattolici americani, in politica, hanno in gran parte optato per Barack, dicendo dunque no al programma bioeticista della Chiesa papale, che vorrebbe imporre con leggi costrittive a tutti i cittadini precetti ricevibili semmai solo dai propri fedeli. &lt;strong&gt;Quando i cattolici italiani faranno qualcosa di simile?&lt;/strong&gt;
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&lt;div&gt;&lt;em&gt;Michele Martelli&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6979154668314393897?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6979154668314393897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6979154668314393897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/obama-presidente-e-i-vescovi.html' title='Obama presidente e i vescovi statunitensi'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-910639037667068905</id><published>2008-11-20T16:51:00.000-08:00</published><updated>2008-11-20T17:01:35.519-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pacs'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Binetti'/><title type='text'>La Binetti e il “reato di omofobia”</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-194/polemica-binetti/lapr_11927184_26380.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-194/polemica-binetti/lapr_11927184_26380.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
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&lt;div&gt;L’omofobia di Paola Binetti, senatrice cattolica del Pd, è oramai un caso cronico. Dopo l’ennesimo pronunciamento anti-gay del Vaticano (test di prova di «identità virile» per i candidati al sacerdozio), arriva immediato, e prevedibile, il commento-diagnosi della senatrice teodem, che è anche neuropsichiatra e docente di Pedagogia medica all’Università “Campus Bio-Medico” romano dell’Opus Dei: «Tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: &lt;strong&gt;da qui scaturisce il rischio pedofilia&lt;/strong&gt;». Deferita alla Commissione dei garanti del Pd, in seguito a decine di ricorsi interni di gay e lesbiche, non ha ricevuto sanzione alcuna. «Nel mio partito, ha detto soddisfatta, non si trasforma il diritto di opinione in delitto di opinione». Anche i cattolici popolari e casiniani sono con lei. Cerchiamo di commentare brevemente, per la sua esemplarità, quanto accaduto. Innanzitutto, va da sé che la virilità dei preti, la loro eterosessualità, non ne garantisce l’obbligo di castità, previsto dal Diritto canonico. L’ideale per la Chiesa cattolica sarebbe un candidato prete asessuato, ma è difficile trovarne tanti in giro. Stando alla comune esperienza, non si capisce perché si presuppone che un prete etero si asterrebbe dai rapporti sessuali più facilmente di un prete omo. Se forti, le tendenze sessuali, etero od omo che siano, sono parimenti incontrollabili. E l’astinenza una camicia di forza da strappare alla prima occasione. In ambedue i casi.Ma allora perché il pregiudizio omofobico?Per due motivi: 1) perché l’omosessualità per la Chiesa cattolica è «atto intrinsecamente disordinato», assimilabile a «lussuria, masturbazione, fornicazione»; 2) perché è «abominio e depravazione», simile a «pornografia, prostituzione e stupro» (Catechismo, nn. 2351-2359). Sotto il primo punto, &lt;strong&gt;l’omofilia sarebbe un «peccato contro natura»;&lt;/strong&gt; sotto il secondo, un reato da codice penale. La Binetti, in quanto neuropsichiatra e parlamentare, è l’interprete ideale del Catechismo.Come neuropsichiatra, e docente di Pedagogia medica, si attiene fedelmente all’art. 7 della “Carta delle finalità” del Campus Bio-Medico opusdeista (l’Università «intende operare in piena fedeltà al Magistero della Chiesa Cattolica», nella certezza che «l'autentico progresso scientifico non può mai entrare in opposizione con la Fede»). Dunque per la Binetti, la cui competenza scientifica non intende entrare in opposizione con la Fede e il Magistero cattolico, l’omofilia non può che essere &lt;strong&gt;una devianza patologica da curare&lt;/strong&gt; con opportune terapie mediche e pratiche pedagogiche. Altrimenti, diventa incontrollabile, criminogena, col rischio di spingere al delitto di pedofilia. Come parlamentare, di conseguenza, è ovvio che la Binetti debba prendere le distanze dal progetto di legge in discussione alla Commissione Giustizia del Senato che prevede pene adeguate per chi, cattolico o non cattolico, istighi all’odio contro gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. Il progetto mira infatti ad estendere la «legge Mancino» del 1993, includendo, a fianco dei reati di razzismo, sessismo e antisemitismo, anche quello di omofobia. In conformità ad una analoga risoluzione del Parlamento Europeo del 2006. Probabilmente per la senatrice teodem sarebbe più consona una proposta di legge che preveda il reato di omofilia invece che di omofobia. In ottemperanza al vecchio precetto canonico, e inquisitoriale, che &lt;strong&gt;il peccato è reato&lt;/strong&gt;. In realtà, se l’omofilia fosse un istinto incontrollabile e contro natura, come contraddittoriamente recitano il Catechismo e la casta Binetti, ne sarebbe comunque responsabile Dio, che di ogni cosa è ritenuto il creatore. Bisogna incolpare Dio? A ciò può condurre l’arroganza di un credente? Se c’è qualcosa di “innaturale”, nel senso di contrario alle condizioni e inclinazioni naturali, biologiche e sessuali di uomini e donne, omo o etero che siano, questo “qualcosa” è sicuramente la castità forzata, imposta per decreto canonico a preti, monaci, suore e prelati. Non contravviene peraltro alla stessa dottrina della Chiesa sulla funzione e finalità procreativa della sessualità? Ma come conciliare tale dottrina col divieto al “prete virile” di accoppiarsi e procreare? Se poi invece l’omofilia è una tendenza sessuale altrettanto naturale dell’eterofilia, perché non rispettarla? Il diritto d’opinione diventa delitto, reato d’opinione, penalmente punibile, quando lede la dignità altrui. La “sana laicità cattolica” della Binetti interprete ideale del Catechismo non lede forse la dignità dei gay? &lt;strong&gt;Rispetto e diritti, in una società laica e democratica, non sono forse dovuti a tutti?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-910639037667068905?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/910639037667068905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/910639037667068905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/la-binetti-e-il-reato-di-omofobia.html' title='La Binetti e il “reato di omofobia”'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-1996521233210360990</id><published>2008-11-18T18:12:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T18:16:09.794-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione e politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stato e chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='don Cantini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='preti pedofili'/><title type='text'>La Chiesa e lo “scandalo di Firenze”</title><content type='html'>Monsignor Giuseppe Betori, segretario uscente della Cei, è il nuovo arcivescovo di Firenze, l’arcidiocesi dello «scandalo» di &lt;strong&gt;don Lelio Cantini, il prete pedofilo&lt;/strong&gt;. Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, insieme alle altre autorità ha accolto ufficialmente il nuovo arcivescovo a nome della città. Spostamenti e trasferimenti di preti, vescovi e arcivescovi sono fatti interni alla Chiesa cattolica, non riguardano lo Stato italiano, né i suo Comuni e Province. Perché dunque presenziare alla cerimonia di insediamento? Tra l’altro, particolare ovvio, tanto ovvio da essere sistematicamente ignorato, in barba alla laicità dello Stato, un sindaco rappresenta tutti i cittadini, non una sola parte, minoritaria o maggioritaria che sia. E che? Il sindaco di Firenze rappresenta solo i cittadini fiorentini di fede cattolica? Senza dire che Betori, lo ha confermato anche parlando a Firenze, sostiene a spada tratta il programma bioetico (no all’eutanasia, alle coppie di fatto, ecc.) che oggi la gerarchia cattolica vuole imporre al parlamento italiano. Anche per questo andava accolto dal sindaco Pd di Firenze?«Nessuno sia più scandalizzato», «soprattutto quando a subirne le conseguenze sono i più piccoli»: così Betori, con evidente riferimento allo «scandalo» di don Cantini; «ciascuno è chiamato a rispondere personalmente delle proprie colpe di fronte alla comunità ecclesiale e alla società», ha aggiunto. Come dire: &lt;strong&gt;non si coinvolga la Chiesa nelle colpe di don Cantini&lt;/strong&gt;. Ma ci si domanda: possibile che per 14 anni nella Chiesa di don Cantini, nessuno, proprio nessuno si sia accorto di don Cantini? Possibile che le vittime abbiano dovuto aspettare più di venti-trent’anni per vedere punito dai tribunali ecclesiastici il prete per le sue malefatte? Sul caso c’è dunque ancora molto da scavare perché giustizia ecclesiastica sia fatta. Ma &lt;strong&gt;quando sarà fatta giustizia dalla magistratura italiana?&lt;/strong&gt; Se questo non avviene, lo Stato laico italiano arretra di fronte a se stesso. Benedetto XVI, come si sa, ha condannato il prete alla «dimora vigilata». Apriamo la Costituzione italiana: «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge» (art. 13). Sarebbe lecito alla magistratura italiana condannare alla «libertà vigilata» un cittadino pontificio? Si griderebbe all’ingerenza e al tradimento del Concordato tra Stato e Chiesa («ognuno indipendente e sovrano nel proprio ordine»). Ma allora perché nessuno in Italia, tra non credenti, o credenti non clericali, nemmeno apre bocca in questo caso di fronte alla palese, simmetrica e opposta ingerenza papale? La sentenza contro il prete fiorentino è stata autorizzata, come si sa, da Benedetto XVI. In una Costituzione laica e democratica, il capo di Stato può concedere la grazia, non condannare un imputato: solo un giudice lo può fare. Nello Statuto vaticano (2001), all’art. 1, è scritto: «Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario». Dunque il Sommo Pontefice è anche il Sommo Giudice, oltre ad essere il Sommo Legislatore e il Sommo Governatore. Insomma &lt;strong&gt;un monarca assoluto&lt;/strong&gt;, e per di più teocrate. Chi può credere, in merito al caso giudiziario in questione, che ignorare l’ingerenza papale sia un buon segno per la democrazia italiana? Sic parvis magna.

&lt;em&gt;Michele Martelli&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-1996521233210360990?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1996521233210360990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1996521233210360990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/la-chiesa-e-lo-scandalo-di-firenze.html' title='La Chiesa e lo “scandalo di Firenze”'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-1660002526852141697</id><published>2008-11-17T09:11:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T18:12:07.355-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ratzinger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stato e chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pedofilia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='don Cantini'/><title type='text'>Pedofilia, don Cantini condannato dal tribunale religioso ma non dalla magistratura</title><content type='html'>Una notizia di qualche giorno fa è passata quasi sotto silenzio. Riguarda &lt;strong&gt;don Lelio Cantini&lt;/strong&gt;, un parroco dell’arcidiocesi di Firenze, condannato, su ordine di Benedetto XVI, a due pene: la «sospensione a divinis» e la «dimora vigilata». Il motivo? È stato riconosciuto colpevole di «&lt;strong&gt;abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori&lt;/strong&gt;, delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze». Così recita il dispositivo della sentenza messo a punto dalla Congregazione per la dottrina della fede, dopo un’indagine istruttoria eseguita da una sua apposita commissione. Dunque da un tribunale religioso, non statale, e che ha lavorato in applicazione non del diritto civile e penale italiano, ma del diritto canonico. Ora, tra i problemi che emergono ne enunciamo alcuni.– La sentenza accenna a reati plurimi e aggravati di pedofilia (una parola non a caso accuratamente evitata). Ma quali sono nella loro concretezza? Quanti sono? A danno di quanti minori sono stati commessi? E di minori di quale età e di quale sesso? Nulla di preciso emerge dalla sentenza pubblicata dalla stampa. Si sa per vie traverse che si è trattato di adolescenti dai dieci anni in su, forse circa una ventina, di ambedue i sessi, plagiati e stuprati in vari modi dal prete pedofilo. Ad “Annozero”, una signora fiorentina ha raccontato la sua storia orripilante di bambina costretta dal prete anche a rapporti orali, poi spinta ogni volta ad ammettere in confessione di essere una «puttana» per ottenere l’assoluzione. Pratica pedofila plurima che si è prolungata in segreto nelle sale parrocchiali per ben oltre 14 anni, dal 1973 al 1987 e dopo. La domanda è: poiché il prete e le vittime sono cittadini italiani, e poiché siamo in uno Stato laico di diritto, le motivazioni analitiche della sentenza ecclesiastica non dovrebbero essere di pubblico dominio, e comunque a disposizione di tutti coloro che ne fanno richiesta? E poi, data la gravità dei reati e l’obbligatorietà dell’azione penale prevista nel nostro ordinamento giuridico, &lt;strong&gt;non spetta alla magistratura ordinaria italiana intervenire con rapidità sul «caso», a tutela dei diritti delle vittime, e per punire in modo esemplare il colpevole&lt;/strong&gt;?– Il tribunale ecclesiastico ha ridotto il prete allo stato laicale: era un prete, e la Chiesa di cui era prete poteva spretarlo per indegnità morale, o per aver abusato del sacramento della confessione. Bisogna dire che don Cantini, il cui «caso» è esploso solo nel 2004, su denuncia dei parrocchiani, era stato già inquisito dall’arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli, nel 2007, e &lt;strong&gt;condannato a pene di una mitezza sconcertante&lt;/strong&gt;: non dire messa in pubblico e fare penitenza, recitando miserere e mea culpa per 5 anni. L’attuale sospensione a divinis è una pena più grave, ma sempre dello stesso ordine.– La sentenza canonica di condanna, controfirmata da Benedetto XVI, implica però una seconda pena: la «dimora vigilata», o residenza coatta: il prete pedofilo non può abbandonare il Convitto ecclesiastico fiorentino, dove è ricoverato per motivi di salute, altrimenti verrebbe colpito da scomunica (nonostante i gravi reati, fa dunque ancora parte della comunione, o comunità cattolica). Domanda: può un tribunale religioso, non statale e non riconosciuto dallo Stato, applicare misure di restrizione della libertà personale ad un cittadino italiano (come don Cantini era e continua ad essere)? Non è questo un caso lampante di sovrapposizione della giurisdizione ecclesiastica a quella statale? E non lede tale sovrapposizione la sovranità e l’indipendenza dello Stato dalla Chiesa? A meno che non si supponga che il nostro personaggio sia l’incarnazione del «cavaliere dimezzato» di Calvino, o possa sdoppiarsi in due, in don Lelio da un lato e il signor Cantini dall’altro: don Lelio, sia pure non più don, rimane in Convitto, in dimora vigilata, a recitare preghiere di penitenza per i suoi peccati; il signor Cantini invece se ne esce, per andare in giro per le strade e i locali di Firenze alla ricerca di nuove avventure (cosa da ritenersi peraltro improbabile, dato che è oramai ultraottantenne e malato). Che le misure canoniche di restrizione della libertà del prete fiorentino siano ineffettuali, simboliche, astratte, non coinvolgendo nel controllo dei suoi movimenti polizia e carabinieri, di cui il papa, capo di Stato straniero, non dispone in Italia, non incide di una virgola sulla questione di principio. La procura di Firenze, a quanto si legge, aveva aperto nel 2005 un fascicolo sul «caso», per accertare la verità fattuale. All’autore delle azioni criminose, oggi già accertate e sanzionate dalla Congregazione pontificia, non dovrebbe la magistratura italiana, pur nello spirito di clemenza doverosa per un uomo oramai anziano e malato, comminare le pene previste dal nostro codice penale? I laici e i democratici d’Italia confidano nell’opera degli organi giudiziari dello Stato. E attendono. Persuasi che &lt;strong&gt;l’autonomia e la laicità dello Stato vanno difese sempre, ovunque, e contro chiunque&lt;/strong&gt;. Compresi i preti (se delinquono) e la Chiesa (quando non sta al suo posto).

&lt;em&gt;Michele Martelli&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-1660002526852141697?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1660002526852141697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/1660002526852141697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/pedofilia-don-cantini-condannato-dal.html' title='Pedofilia, don Cantini condannato dal tribunale religioso ma non dalla magistratura'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-5697329503525627978</id><published>2008-11-15T04:40:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T18:11:43.186-08:00</updated><title type='text'>Gelminator, ministro della Pubblica Distruzione</title><content type='html'>&lt;a href="http://screenrant.com/wp-content/uploads/terminator1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.openpolis.it/politician/picture?content_id=447"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 346px" alt="" src="http://www.openpolis.it/politician/picture?content_id=447" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “Gelminator”. Neologismo creato dagli studenti in rivolta contro la ministra Gelmini; parola composta e contratta, formata da Gelmini e Terminator. Rende perfettamente il piano di graduale distruzione della scuola pubblica, di ogni ordine e grado, dalle elementari all’Università, messo in atto dalla ministra e dal governo Berlusconi. &lt;strong&gt;Tagli tagli tagli&lt;/strong&gt;. La ministra? Simile ad una cattiva, maldestra sarta che tagliando tagliando danneggia e storpia il vestito a cui mette mano. Qualcuno ha paragonato la scuola pubblica ad un salame furiosamente affettato. A forza di affettarlo… non rimane più nulla! Il ministero dell’Istruzione? La macelleria della scuola pubblica, non l’organismo supremo della sua promozione e sviluppo. 87.000 posti di insegnanti in meno, con maestra unica e i precari da espellere. 8 miliardi di euro in meno. Chiusura degli istituti (in totale 4.000) con meno di 50 alunni. Riduzione drastica del turn over. Drastica riduzione di risorse all’Università. Grembiule anni Cinquanta per gli scolaretti. E voto in condotta. Senza contare l’introduzione leghista, e razzista, di «classi differenziali» per bambini immigrati. Ecco le misure antiscuola di Gelminator in attesa di definitiva approvazione. Ah, &lt;strong&gt;se l’opposizione fosse opposizione&lt;/strong&gt;, facendo da sponda istituzionale al malcontento diffuso! Così diffuso che perfino le mamme delle elementari partecipano con i figli al «No Gelmini night &amp;amp; day», con fiaccolate, cortei, assemblee e occupazioni di scuole.Adesso si è capito perché Berlusconi III ha soppresso sin dall’inizio del suo mandato i due precedenti ministeri dell’ex governo Prodi: quello dell’Università e della Ricerca scientifica, e quello della Pubblica Istruzione. E ne ha creato a sorpresa altri due: &lt;strong&gt;il ministero della Cultura berlusclonata&lt;/strong&gt; (forse in previsione di una futura Cultura e Propaganda di regime!), affidata al mite, fido e inutile Bondi. E quello dell’Istruzione, affidato all’irriducibile Gelminator, che accorpa i due precedenti ministeri prodiani, comprendendo non solo le elementari e i licei, ma anche l’Università. Dunque, innanzitutto, l’Università, inclusa nell’anodino ministero dell’Istruzione, cessa di essere sede qualificata di insegnamento e di ricerca, di insegnamento che si alimenta di ricerca, e risulta declassata a luogo di istruzione: poco più che un liceo. Perciò meno spesa, meno docenti, meno attrezzature e meno ricerca possibile. E poi, perché «ministero dell’Istruzione», al posto del consolidato e costituzionale «ministero della Pubblica Istruzione»? Ma è semplice. Se l’istruzione non è pubblica, che cos’è se non privata? E poiché l’istruzione privata è nel nostro paese prerogativa quasi esclusiva della Chiesa cattolica, ridimensionare, impoverire, mandare in malora la scuola pubblica significa favorire, incrementare, dare più danaro pubblico alle scuole cattoliche. Fiat voluntas Dei di Chiesa e Vaticano! E per il centrodestra, garantiti in aeternum i voti cattolici sempre in gran parte controllati dalle gerarchie. I fatti lo confermano. Il progetto del governo per la scuola è &lt;strong&gt;di stampo chiaramente neoclericale&lt;/strong&gt;. Ecco scoperto il senso nascosto delle ostentate riverenze e genuflessioni e baciamani del premier a papa e cardinali! Berlusconi III sta riscrivendo in re un nuovo Concordato con la Chiesa cattolica, col fine, tra l’altro, di &lt;strong&gt;favorire la scuola privata depotenziando e scardinando quella pubblica&lt;/strong&gt;. Si capisce perché l’«Avvenire», il quotidiano dei vescovi, non approvi l’inedita e trasversale ribellione di studenti, docenti e genitori e, se per dovere minimo di informazione proprio non può ignorarla, la diffami, parlando con allarmismo di «venti di guerra». Strani, stranamente ossimorici questi pacifici «venti di guerra»! E poi, contro chi spirano questi «venti»? Ma è chiaro: contro la Chiesa cattolica e le sue scuole private, che dal decreto Gelmini sperano di ricavare prima o dopo i più lauti vantaggi. Si sentono minacciate dalla contestazione studentesca. Sono come il proverbiale famelico lupo che grida al lupo. L’ulteriore privatizzazione/clericalizzazione della scuola italiana sarebbe probabilmente un passo decisivo verso la delaicizzazione dello Stato. Uno Stato laico che rinunciasse definitivamente ad una scuola pubblica, aconfessionale, imparziale, scientifica e critica, democratica e pluralista, difficilmente potrebbe dirsi ancora laico. Il ministero dell’Istruzione di Gelminator? Meglio chiamarlo &lt;strong&gt;ministero della Pubblica Distruzione&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-5697329503525627978?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5697329503525627978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/5697329503525627978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/gelminator-ministro-della-pubblica.html' title='Gelminator, ministro della Pubblica Distruzione'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-8057531198085992479</id><published>2008-11-14T05:28:00.000-08:00</published><updated>2008-11-14T05:45:41.423-08:00</updated><title type='text'>Eluana e il «fine vita» di Bagnasco</title><content type='html'>«Eluana è grave». Attesa angosciosa. Prima la paura, poi l’emorragia si ferma: così titola l’«Avvenire», il 12 ottobre 2008, la notizia che Eluana Englaro si stava spegnendo di morte naturale nell’ospedale di Lecco, dove &lt;strong&gt;è ricoverata in stato vegetativo permanente da 17 anni&lt;/strong&gt;. La morte naturale di Eluana, benvenuta per il padre, Beppino Englaro, perché segnerebbe la fine delle atroci sofferenze di sua figlia, provoca invece «paura» e «angoscia» al quotidiano della Cei. Dunque, &lt;strong&gt;Eluana deve continuare a soffrire?&lt;/strong&gt; Così l’organo di stampa dei vescovi interpreta la carità cristiana? Eluana Englaro come Piergiorgio Welby, come altri 2.500 malati terminali a cui la Chiesa cattolica nega oggi in Italia il diritto di morire. Corpi spesso in condizioni disumane di vita-non vita, in stato di totale incoscienza e di morte cerebrale, torturati da un’interminabile agonia, inchiodati, crocifissi a sofisticate quanto impietose macchine di alimentazione e respirazione. Tuttora, anche dopo i recenti autorevoli pareri della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale, che riconoscono al padre di Eluana in qualità di tutore la sostanziale e legittima facoltà di decidere sulla sorte di sua figlia, le gerarchie cattoliche continuano ad opporsi a qualsiasi ipotetico intervento legislativo che possa essere anche lontanamente favorevole a testamento biologico ed eutanasia. E continua ad opporsi, anche la maggioranza di centrodestra, ligia, pia e sempre più al clero (ateo)devota, pronta a varare in proposito dure e illiberali decreti di divieto. Contro la Costituzione, la quale, all’art. 32, stabilisce che &lt;strong&gt;«nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario»&lt;/strong&gt;. Nessuno, se non lo vuole. Dunque nemmeno Eluana e altri malati terminali, che, come lei, abbiano dichiarato di non volerlo. La linea dell’attuale maggioranza di centrodestra su questi temi l’ha dettata il cardinale Angelo Bagnasco all’ultimo Consiglio della Cei, più simile, in realtà, ad una riunione di partito che ad un’assemblea di vescovi, tanto la prolusione del cardinale era irta di «sollecitudini», consigli, giudizi e proposte politiche (su federalismo, scuola, coppie di fatto, ecc.). &lt;strong&gt;La legge sull’eutanasia in Italia non s’ha da fare!&lt;/strong&gt; «Suggerisco al Parlamento nazionale di varare una legge sul fine vita», aveva detto Bagnasco in quell’occasione. «Suggerimento» prontamente accolto dalle forze politiche di maggioranza, e ripetuto a iosa fino ad oggi dalla stampa (filo)clericale.“Fine vita”? E che significa? Che &lt;strong&gt;per morire abbiamo bisogno di una legge dello Stato ispirata ai precetti politico-religiosi di Bagnasco e del Vaticano?&lt;/strong&gt; Sì, per quanto possa sembrare paradossale, è proprio così, se ci troviamo nella drammatica situazione di un malato terminale come Eluana e Welby. Eutanasia significa «buona o dolce morte», diritto di rifiutare le terapie, il trattamento medico-sanitario, allorché non ho più speranza alcuna di guarigione; diritto di morire in pace, se lo scelgo consapevolmente (perciò il testamento biologico), e se la mia scelta non lede la libertà altrui. No! Per Bagnasco, Eluana, così come gli altri malati terminali, non può morire, si direbbe, senza il suo permesso, senza il permesso delle gerarchie e del Vaticano. Il diritto al rifiuto delle terapie non varrebbe nemmeno con un testamento biologico (o qualcosa di equivalente), scritto e sottoscritto dal malato. Il firmatario, si dice, potrebbe aver cambiato intenzione, senza tempo e modo di dimostrarlo. Perciò secondo Bagnasco spetterebbe al medico decidere. Come dire: Tizio ha lasciato per testamento le sue proprietà a nipoti e pronipoti, ma, poiché potrebbe avere nel frattempo cambiato opinione, senza poterlo espressamente documentare, spetta al giudice decidere, indipendentemente dal testamento. E cioè in base alle sue proprie idee, convinzioni e valutazioni. &lt;strong&gt;Una vera e propria assurdità logica e giuridica&lt;/strong&gt;, difesa e sostenuta pressoché ogni giorno dall’«Avvenire», il quotidiano della Cei, con articoli, inserti speciali e interviste a politici di centrodestra («Ogni valutazione resti in mano ai medici», tuona già oggi in merito al caso Englaro la sottosegretaria filoepiscopale al Welfare Eugenia Roccella). Nella proposta del “fine vita” di Bagnasco la legittimità della decisione verrebbe insomma a coincidere in sostanza con l’arbitrio del medico. E magari del prete confessore che gli è alle spalle. O delle Asl e delle amministrazioni regionali, da cui le Asl dipendono. Verrebbe così distrutto radicalmente il principio dell’autodeterminazione individuale. &lt;strong&gt;Il malato terminale? Espropriato persino della sua morte.
&lt;/strong&gt;




&lt;em&gt;Michele Martelli&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-8057531198085992479?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/8057531198085992479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/8057531198085992479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/eluana-e-il-fine-vita-di-bagnasco.html' title='Eluana e il «fine vita» di Bagnasco'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2302863924908031980</id><published>2008-11-13T04:58:00.000-08:00</published><updated>2008-11-13T05:02:01.151-08:00</updated><title type='text'>Il teologo senza tonaca</title><content type='html'>Un noto prete-teologo, docente di Sacre Scritture alla Facoltà teologica di Padova, è sorpreso a letto con una donna sposata. I due, come nelle più classiche telenovelas, vengono scoperti proprio dal marito della donna. Questo il recente fatto di cronaca, che merita qualche riflessione. L’episodio boccaccesco (chissà, forse il teologo aveva convinto la donna di essere un angelo del cielo mandato da Dio per emendarla dal peccato) non è che una piccola conferma, dal seno stesso di Santa Romana Chiesa, di due “verità laiche”:a) la morale sessuale cattolica («Sesto. Non commettere adulterio»; «Ottavo. Non desiderare la donna d’altri»), è talvolta “contro natura” persino per i preti, per gli uomini di Chiesa, pronti a predicare per gli altri il Catechismo, e praticare spesso per se stessi l’ovidiana ars amatoria; nessun laico si meraviglia se il “principio di piacere” prevale nei fatti sulla camicia di forza della castità e dell’ascetismo religioso. Al celibato forzato dei sacerdoti cattolici, è preferibile l’alternativa protestante di permettere ai preti di sposarsi, avere una famiglia e una vita sessuale autonoma e responsabile;b) la sessuofobia cattolica nasconde un sostanziale maschilismo: il vescovo di Chioggia ha già assolto il suo teologo («Sapete, la carne è debole!»: ma solo la carne dei maschietti nascosta dalla tonaca nera?), incolpando la donna (l’Eva tentatrice e adescatrice! Perfino nell’Eden si allea col satanico serpente!). Ai bei tempi della Santa Inquisizione, l’adultera sarebbe stata forse bruciata viva; nell’islam avrebbe rischiato la lapidazione. Per sua fortuna, vive nell’Italia laica, dove l’adulterio non è reato, come forse ancora vorrebbe la Chiesa. Ma solo un peccato, e solo per i credenti!L’episodio del teologo senza tonaca mostra quanto sia lontana dall’odierna società civile l’etica religiosa e assolutistica delle gerarchie cattoliche tutt’oggi antidivorziste, ostili al riconoscimento delle coppie di fatto, e da sempre in guerra contro la presunta peccaminosità insita nella sessualità, omo o etero che sia.Il nostro teologo biblista lo sa bene: solo Adamo ed Eva non avrebbero potuto separarsi, divorziare, o fare scelte di omofilia o di adulterio.Per forza! Non c’era un altro Adamo, o un’altra Eva, con cui farlo!


Michele Martelli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2302863924908031980?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2302863924908031980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2302863924908031980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/il-teologo-senza-tonaca.html' title='Il teologo senza tonaca'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-397381356402494276</id><published>2008-11-10T16:32:00.000-08:00</published><updated>2008-11-10T16:34:08.405-08:00</updated><title type='text'>I soldi e la Parola di Dio</title><content type='html'>«I soldi sono niente, solo la Parola di Dio resta»: lo ha detto Benedetto XVI, in apertura del Sinodo internazionale dei vescovi a Roma, il 6 ottobre 2008, commentando «il crollo delle grandi banche». E ha inoltre ammonito, con tono profetico: «Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà». Dunque, papa Ratzinger ha scoperto la contingenza, la precarietà e la vanità del mondo. Vanitas vanitatum et omnia vanitas, vanità delle vanità e tutto è vanità!Qohèlet maestro di Ratzinger? Magari! Scommetto che Dario Fo, pentito e contrito, riscriverebbe da cima a fondo “Mistero buffo”, dopo un doveroso pellegrinaggio a Roma, forse alla testa di una processione di migliaia e migliaia di relativisti, agnostici e atei divenuti tutti miracolosamente devoti. Un papa che applica la regola francescana, la povertà evangelica originaria! Che rinnega i grandi Papi-Re del passato, Gregorio VII, Innocenzo III, Bonifacio VIII! Una Chiesa che si spoglia delle sue immense proprietà e ricchezze mondane, finanziarie, mobiliari e immobiliari. Poveri e diseredati di tutto il mondo, presto, presto, che aspettate? Accorrete al Vaticano, alla mensa del Signore! Una vittoria postuma di dolciniani, catari, valdesi, e tanti, troppi eretici, perseguitati, bruciati, sterminati dalla Chiesa teocratica di cui Ratzinger è l’ultimo erede.Ma scherziamo? Il papa è il papa. Vicario di Cristo, prima ancora che di Pietro. E per comando divino: «Tu sei Pietro, e su questa pietra…!». La sua autorità non poggia sulla sabbia, sul niente del mondo, ma sulla roccia petrosa e petrina del Vaticano. Lì è la Santa Sede, il caput mundi, il centro della Chiesa universale. Da lì il papa parla urbi et orbi. Da lì, via etere, si diffonde la Parola di Dio. Che attraverso il papa e la sua Chiesa entra nel mondo, nella storia, per forgiarla, orientarla, dotarla di senso. E che sarebbe la Parola di Dio se fosse rinchiusa nel foro interiore della coscienza privata dei fedeli? Niente, sabbia. Da ciò il Nuovo Primo Comandamento di Benedetto XVI: “Non escludere Dio dalla vita pubblica, politica!”. Ovvero: (bio)eticizzate la politica sui sacri precetti della Chiesa papale. La crisi finanziaria? Un’occasione per ricordare a smemorati e renitenti il ruolo di guida religiosa mondiale, anche in oeconomicis, del papa e della Chiesa di Roma.«I soldi sono niente»? Niente per chi ha tutto, i ricchi e i potenti del mondo; ma, al contrario, tutto per chi non ha niente, i poveri, gli emarginati, i “nulla tenenti”, appunto. Dopo i cataclismi finanziari, i primi restano; gli altri sono travolti. A chi si rivolge il papa? Ai primi, per consolarli con la speranza oppiacea dell’aldilà? O ai secondi, per rassicurarli? Per i piccoli risparmiatori, col crollo delle borse e delle banche i soldi diventano niente, sabbia; per i pescecani no, perché li hanno messi al sicuro, con altre, più concrete forme di reinvestimenti. E per le famiglie di lavoratori? Il «niente» dei soldi, con la crisi finanziaria, rischia di convertirsi in “niente-soldi”, cioè nell’azzeramento di salari e stipendi. Un disastro!«La Parola di Dio resta!». Ma Dio non parla forse per mezzo della parola, delle parole del papa e della Chiesa, come sinodi e concili, documenti, omelie ed encicliche hanno tante volte ripetuto? Dunque, ciò che resta è il magistero papale ed ecclesiastico. Ma davvero resta perché non si fonda sulle «cose visibili e tangibili», «vere» in apparenza, ma in realtà passeggere e transeunti, sabbia che acceca? Davvero si può fare a meno dei «soldi», che sono «niente»? E allora cominci la Chiesa a restituire, anzi a rinunciare ai soldi dell’8 per mille.Che bel primo contributo sarebbe ad una «vera, buona e sana laicità»! Ad una più coerente separazione della Chiesa dallo Stato!


Michele Martelli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-397381356402494276?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/397381356402494276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/397381356402494276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/11/i-soldi-e-la-parola-di-dio.html' title='I soldi e la Parola di Dio'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2939396495479374356</id><published>2008-10-17T03:59:00.000-07:00</published><updated>2008-10-17T04:09:23.704-07:00</updated><title type='text'>Vacca clericale?</title><content type='html'>Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione Istituto Antonio Gramsci, ex comunista, e ora membro del Pd, in un’intervista rilasciata ad «Avvenire», il quotidiano della Cei, il 5 ottobre 2008, il giorno dopo la visita di Benedetto XVI al Quirinale, ha elogiato i supposti meriti della «buona laicità» (Ratzinger) di una sinistra aliena dall’«anticlericalismo», adducendo a sostegno l’«accoglimento del Concordato nella Costituzione» del 1948 (art. 7), fortemente voluto e votato dal Pci togliattiano.Vacca è un autorevole studioso di Gramsci. Sa quello che il fondatore del Pci scrive in un brano dei Quaderni del carcere sui concordati della Chiesa cattolica, «mascherati» da trattati internazionali, con gli Stati moderni: «Un concordato non è un comune trattato internazionale: nel concordato si realizza di fatto una interferenza di sovranità in un solo territorio statale, poiché tutti gli articoli di un concordato si riferiscono ai cittadini di uno solo degli Stati contrattanti, sui quali il potere sovrano di uno Stato estero giustifica e rivendica determinati diritti e poteri di giurisdizione (sia pure di una speciale determinata giurisdizione)». Con il Concordato del 1929 col regime fascista è il Vaticano ad estendere la sua sovranità sui cittadini italiani, e non viceversa: «il concordato – conclude Gramsci in modo inequivocabile – è dunque il riconoscimento esplicito di una doppia sovranità in uno stesso territorio statale», una chiara e inedita forma di «capitolazione dello Stato» (Quad. 16, nota 11, “Rapporti tra Stato e Chiesa”, pp. 1866-1867, ediz. Gerratana).Dunque, Gramsci critico del Concordato era laico o anticlericale? Erano laici Togliatti e il Pci, quando, rinunciando all’anticlericalismo, votavano l’art. 7 della Costituzione? Si può essere laici, ma non essere anticlericali, se papa e clero, Cei e Vaticano oggi in Italia non solo si servono a piene mani dei privilegi concordatari, ma vanno oltre, contro lo spirito e la lettera del Concordato, tentando di imporre la loro egemonia su partiti, governo e Parlamento, col rischio di trasformare l’Italia in una «teocrazia a democrazia limitata» (Alain Touraine)? Che direbbe oggi Gramsci del Vacca della “buona laicità” ratzingeriana? Che è un laico o un clericale?


&lt;strong&gt;Michele Martelli&lt;/strong&gt;

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Due capi di Stato di due Stati sovrani e indipendenti? Sembrerebbe di sì. Almeno a giudicare dal cerimoniale d’occasione: duplice inno di saluto e duplice issa bandiera, pontificia e italiana, sulla Torretta del Palazzo presidenziale.Il Quirinale: per secoli reggia del Papa-Re, fino alla Breccia di Porta Pia (settembre 1870) e all’unità d’Italia. Ratzinger nel suo saluto a Napolitano ha dichiarato chiusa «la Questione romana». Ma allora perché, prima di giungere al Palazzo che fu la reggia dei suoi predecessori, il papa ha irritualmente salutato a Piazza Venezia, scendendo persino dalla macchina, il sindaco di Roma Gianni Alemanno? Per un ringraziamento pubblico, segretamente programmato, a chi ha onorato i caduti di Pio IX sulla Breccia di Porta Pia, ultimo ostacolo all’unità d’Italia? A Piazza Venezia, chissà!, il pontefice ha forse pensato per un attimo ad un altro, immaginario scenario storico: i mercenari Zuavi trionfanti, segno della divina Provvidenza, l’unità d’Italia in fumo e io, che bello!, Benedetto XVI, oggi Papa e Re d’Italia. Certo è che il papa ha un debole per politici e amministratori, di centrodestra o di centro sinistra, credenti o non credenti, poco importa, purché accettino servilmente la tutela del Vaticano. Come Alemanno.L’incontro al Quirinale, dunque.&lt;strong&gt; Due capi di Stato sovrani?&lt;/strong&gt; Riflettiamo. Al loro seguito, due delegazioni: quella del governo italiano, faticosamente guidata da Berlusconi genuflesso, e quella dello Stato pontificio, guidata dal segretario papale cardinal Bertone. Qualcosa di strano? Certo che sì. Nella squadra pontificia c’era anche il cardinal Bagnasco, presidente della Cei, cioè dell’episcopato italiano. Ma Bagnasco è cittadino italiano o vaticano? È chiaro: è cittadino italiano, ma è nominato dal papa ed esegue le direttive del papa, che è capo di uno Stato straniero, per quanto minuscolo. Lo stesso dicasi per vescovi e preti, una piramide che ha il pontefice al suo vertice. E speriamo di non poterlo dire anche per i fedeli, almeno non per tutti. La Chiesa cattolica ha un doppio volto: è organismo intermedio della società civile italiana, ma obbedisce alle gerarchie vaticane. Il Concordato del 1929 e del 1984 lo Stato italiano lo ha stipulato infatti non con la Chiesa, o la Cei, ma con lo Stato vaticano, da cui la Chiesa dipende gerarchicamente. I privilegi e le esenzioni riconosciuti alla Chiesa sono riconosciuti al Vaticano, cioè ad uno Stato straniero. Sul territorio italiano si esercita una doppia sovranità. Roma doppia capitale, l’una al di qua, l’altra al di là del Tevere? Due colli nel cuore politico e amministrativo d’Italia, il Quirinale e il Vaticano? Il papa, di diritto non solo di fatto, almeno parzialmente, &lt;strong&gt;co-sovrano d’Italia?&lt;/strong&gt; A giudicare dal suo discorso al Quirinale, sembra di sì, per quanto paradossale possa apparire. Non ha il papa elogiato il «vicendevole rispetto della sovranità dello Stato e della Chiesa», additato persino a modello per «gli altri Stati»? Dunque la Chiesa a fianco e contrapposta allo Stato: una doppia sovranità, una doppia giurisdizione. Non una, ma due Italie, si direbbe. Si capisce così il “grazie” in Piazza Venezia ad Alemanno neofita papista.Che vuol dire inoltre Benedetto XVI quando afferma «la dimensione pubblica della religione»? Intanto, è scomparso, nel suo intervento al Quirinale, il cenno alle altre religioni, presenti nel discorso papale all’Eliseo, in Francia. In Italia, &lt;strong&gt;per Ratzinger c’è una sola religione: il cattolicesimo&lt;/strong&gt;. Ignorati, idealmente soppressi, protestanti, valdesi, islamici e buddisti. Per non parlare di atei e agnostici. O dei relativisti, i nuovi eretici del XXI secolo! Nell’Italia di Ratzinger non c’è pluralismo, né religioso né ideologico. Dunque non c’è democrazia, di cui il pluralismo è uno dei pilastri. Altro che «nuova e sana laicità»! Alle gerarchie non basta che il cattolicesimo sia religione di Stato nel dominio di Città del Vaticano. Vorrebbero che lo fosse, almeno di fatto, anche in Italia, con tutto il necessario corredo di privilegi ed esenzioni speciali: quelli già ricevuti dal Concordato non gli bastano. Ecco perché, mentre il papa diceva a Napolitano: «La Chiesa [scilicet il Vaticano] non chiede nulla per sé», nella saletta accanto monsignor Bertone ricordava a Berlusconi in ginocchio la parità scolastica. «Dimensione pubblica del fatto religioso»: concordi, sul punto in questione, Benedetto XVI e Napolitano. Ma siamo sicuri che dicevano la stessa cosa? «Dimensione pubblica» indica: 1) lo spazio della società civile, dove tutti e tutte le chiese sono libere; 2) la sfera politico-legislativa, dove i parlamentari, anche cattolici, rappresentano il popolo italiano e l’interesse comune e nazionale, non il Vaticano; altrimenti, si farebbero tramite dell’ingerenza di uno Stato straniero, in violazione dello stessa Costituzione (art. 7). Probabilmente, Napolitano usava la parola nel primo dei due significati, Ratzinger in ambedue. A chi Napolitano indirizzava le ultime parole del suo discorso, ricordando che «il senso della laicità dello Stato» sta in «un dialogo fondato sull’esercizio non dogmatico della ragione, sulla sua naturale attitudine a interrogarsi e ad aprirsi»? Certo al papa e alla Chiesa cattolica, portatrice di Verità e Valori assoluti. Di una Ragione, che disprezza le ragioni, e quindi il dialogo, l’apertura, l’interrogazione e il dubbio. Ossia tutto ciò che è il sale e il lievito della democrazia. Quella vaticana, infatti, non solo è un’inammissibile ingerenza. Ma, il che è ancora peggio, è &lt;strong&gt;un’ingerenza di natura antidemocratica&lt;/strong&gt;. Il programma etico e bioetico del papa e della Cei, infatti, se approvato dal parlamento, imporrebbe a tutti precetti, norme, scelte di vita e di morte, valide, semmai, solo per i fedeli obbedienti.
Ciò che per il papa e i suoi fedeli è peccato (aborto, eutanasia, coppie di fatto, omofilia, contraccettivi, divorzio, adulterio, procreazione eterologa), diverrebbe reato per lo Stato, come lo era ai bei tempi della Santa Inquisizione. E come in gran parte lo è ancora oggi negli Stati islamici, a cui la laicità è sconosciuta.
Cattolici adulti, diversamente credenti, non credenti, atei, agnostici, religiosamente indifferenti, tutti costretti dalla forza delle leggi statali ad obbedire al papa. La libera scelta, l’autodeterminazione individuale, la ricerca scientifica, i diritti dei diversi: conculcati e criminalizzati.
È questa la «nuova, sana laicità» di papa, vescovi e cardinali?
Di teocon, teodem e atei devoti?

ARTICOLO PUBBLICATO SUL BLOG DI MICROMEGA LAICAMENTE:
&lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-papa-al-quirinale/"&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-papa-al-quirinale/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-3925086765868973411?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/3925086765868973411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/3925086765868973411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/10/il-papa-al-quirinale.html' title='Il papa al Quirinale'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-4547579499778165065</id><published>2008-09-20T07:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-22T05:21:39.210-07:00</updated><title type='text'>UN ANTICO SAGGIO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;«Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che di Dio», così diceva un antico saggio.
Oggi, che i saggi non esistono più, qualcuno ha dimenticato quelle parole.
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Qualcuno ha dimenticato che Dio è soprattutto una risposta intima e personale alla paura del nulla, è una difesa mentale contro gli spettri della morte e del dolore. Non un’arma politica.
Qualcuno ha dimenticato che la confusione tra religione e politica ha fatto scorrere nella storia fiumi di sangue: massacri, guerre, inquisizioni.
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Qualcuno ha dimenticato che in uno Stato democratico le leggi vengono dal libero confronto fra le opinioni degli uomini, non da Verità assolute dettate da presunti portavoce di Dio.
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Lo scopo dei laici non deve essere distruggere la fede; bensì smascherare chi nel nome di Dio conduce battaglie politiche, chi usa Dio per cercare di imporre il proprio diktat su Stati e parlamenti, costringendo anche chi non crede a conformarsi alle scelte di vita di chi crede.
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ma un’altra Chiesa è possibile.
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Una Chiesa aperta e pluralista, che si cura dei diversi, dei deboli, degli ultimi. Perché accanto al Dio del potere, dogmatico e arrogante, esiste un Dio debole e impotente, disarmato e amorevole. Il Dio di una Chiesa che svolge il suo ruolo nella società civile senza pretendere di ispirare, orientare e dirigere l’attività legiferante di governi e parlamenti in nome di presunte e incontestabili Verità assolute.
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il Dio di una Chiesa che non si lascia ingannare da scelte teocratiche e totalitarie.
«Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che di Dio».
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;
&lt;span style="color:#000000;"&gt;Bisognerebbe dare più ascolto agli antichi saggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-4547579499778165065?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/4547579499778165065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/4547579499778165065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/09/un-antico-saggio.html' title='UN ANTICO SAGGIO'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-2357258125105961344</id><published>2008-09-19T21:30:00.000-07:00</published><updated>2008-09-22T05:22:02.943-07:00</updated><title type='text'>NOVITÀ IN LIBRERIA</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;È in&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; libreria il nuovo libro di Michele Martelli:&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;"QUANDO DIO ENTRA IN POLITICA&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;pubblicato da&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Fazi&lt;/span&gt; Editore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;con la prefazione di&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Giulio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Giorello&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;.

&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ecco la descrizione del libro: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Divorzio, aborto, eutanasia, coppie di fatto, procreazione assistita:temi sensibili che spesso dividono l'opinione pubblica. Da una parte, i difensori di un'etica laica e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;della&lt;/span&gt; separazione assoluta di Stato e Chiesa; dall'altra, gli interventi di Benedetto XVI e della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;CEI&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Ruini&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Bagnasco&lt;/span&gt; volti a ridefinire le scelte morali praticabili per i cattolici. «Non escludere Dio dalla sfera pubblica», «Non commettere i peccati di bioetica», «Ricordati che le coppie di fatto sono fuori dalla legge di Dio» sono solo alcuni dei nuovi comandamenti che sembrano aver soppiantato l'antico decalogo. La Chiesa cattolica torna così alla ribalta nel dibattito pubblico italiano grazie anche al sostegno di politici, giornalisti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;opinionisti&lt;/span&gt; e intellettuali (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;teocon&lt;/span&gt;, atei devoti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;postsecolari&lt;/span&gt; o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;islamofobi&lt;/span&gt;). All'interventismo politico del Vaticano, Michele Martelli - professore di filosofia morale all'Università di Urbino - contrappone l'idea di una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;politica&lt;/span&gt; razionale, laica, democratica. Tutte le religioni devono avere piena libertà di espressione e organizzazione nella società civile; ai loro rappresentanti terreni, però, non va riconosciuta la pretesa di occupare lo Stato o di porlo sotto tutela, dettando o orientando l'attività legislativa di partiti, governi e parlamenti. Criticando le istanze dogmatiche e assolutistiche delle alte gerarchie ecclesiastiche, ma non il cattolicesimo in quanto tale, questo libro individua anche la matrice di un altro cristianesimo: quello delle correnti ereticali ed egualitarie, della Chiesa dei poveri e dei diseredati, delle comunità di base.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;"Michele Martelli non risparmia i suoi strali polemici a
pretese teoriche e
morali avanzate in nome delle più diverse religioni, pur
concentrandosi
soprattutto su quelle che ci vengono dal cattolicesimo
romano. Non possiamo
che
augurarci che coloro che si sentono colpiti
dalla sua vis polemica
sappiano
rispondergli con altrettanta decisione
sul piano
dell’argomentazione."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;Dalla Prefazione di Giulio Giorello&lt;/blockquote&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Michele Martelli, &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;QUANDO DIO ENTRA IN POLITICA&lt;/span&gt;, , &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Fazi&lt;/span&gt; Editore, 2008, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;pp.&lt;/span&gt; 230, 16 Euro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-2357258125105961344?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2357258125105961344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/2357258125105961344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/08/libro-in-uscita.html' title='NOVITÀ IN LIBRERIA'/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8047339522240984592.post-6803524819225489396</id><published>2008-09-03T11:44:00.000-07:00</published><updated>2008-09-22T05:20:55.173-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;ARRIVA IN LIBRERIA LA NUOVA EDIZIONE ECONOMICA DI &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;TEOLOGIA DEL TERRORE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Ecco la descrizione:&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Che rapporto c'è tra fondamentalismo, terrorismo e monoteismo? E' possibile pretendere di giustificare guerre e terrorismo nel nome di Dio, cercando una legittimazione assoluta nelle parole delle Sacre Scritture? Esiste un pensiero alternativo all'attuale commistione teo-cons e neo-cons di fede e ragione, politica e religione? Il volume cerca di trovare una definizione plausibile del concetto di fondamentalismo religioso e di terrorismo, con un rapido sguardo alla tradizione teorica dei tre grandi monoteismi (ebraismo, cristianesimo e islamismo). Esaminando alcune pagine decisive del Vecchio e Nuovo Testamento e del Corano l'autore evidenzia il nucleo dottrinario di quella vera e propria Teologia del Terrore che agita oggi il conflitto tra Occidente e Islam. Ai fondamentalismi simmetrici e confliggenti si contrappone la proposta di una nuova scepsi, che parte dalle riflessioni più recenti di Habermas e Derrida e si misura infine con il dibattito attuale su laicismo e relativismo, animato in Italia dalle discusse posizioni espresse dal papa.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;"L'ebreo, il cristiano, il musulmano, possono, secondo i loro desideri,
attingere dalla Torah, dai Vangeli e dal Corano, e trovare argomenti per
giustificare il bianco e il nero, il giorno e la notte, il vizio e la virtù, a
seconda delle loro esigenze."&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Michel Onfray&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michele Martelli, &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;TEOLOGIA DEL TERRORE&lt;/span&gt;, Manifestolibri, 2006 (Nuova edizione 2008), 14 Euro.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8047339522240984592-6803524819225489396?l=michelemartelli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6803524819225489396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8047339522240984592/posts/default/6803524819225489396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelemartelli.blogspot.com/2008/09/fra-pochi-giorni-sar-in-libreria-la.html' title=''/><author><name>Michele Martelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13811337567660842192</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_99Tb04CDSSc/SKF4Kb4VztI/AAAAAAAAACE/V1Zn4UBn4G8/s1600-R/Martelli.JPG'/></author></entry></feed>
